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L’UE investe miliardi per studiare grafene e cervello umano

Due miliardi di euro per studiare il grafene e il cervello umano. La Commissione Europea ha annunciato i vincitori della competizione Future and Emerging Technologies (FET). Tra i sei progetti in corsa per ottenere un finanziamento solo i due che abbiamo citato si sono aggiudicati 1 miliardo di euro ciascuno spalmati nell'arco di 10 anni – 54 milioni saranno versati nel 2013. Ogni iniziativa coinvolge ricercatori di almeno 15 stati membri dell'UE e circa 200 istituti di ricerca.

Il progetto che riguarda il grafene – guidato dal professor Jari Kinaret della svedese Chalmers University –  si concentrerà sullo studio delle proprietà di questo rivoluzionario materiale basato sul carbonio e in che modo si può usare. Tra le tantissime entità coinvolte in questo studio troviamo anche il Graphene Flagship Consortium, di cui fa parte anche Nokia, la quale ha svelato sul proprio blog che studia il grafene dal 2006.

Aziende e centri di ricerca di tutto il mondo sono da tempo impegnati nello studio e nella sperimentazione del grafene, quindi fa piacere sapere che l'Unione Europea non solo sostiene la ricerca, ma per di più concentra i propri sforzi su un ramo così pieno di potenziale. Il grafene rappresenta infatti una straordinaria combinazione di proprietà fisiche e chimiche: è il materiale più sottile, conduce l'elettricità meglio di rame, è 100-300 volte più resistente dell'acciaio e ha proprietà ottiche uniche.

Il progetto "Human Brain" – che coinvolge scienziati di 87 istituzioni ed è guidato dal professor Henry Markram dell'École Polytechnique Fédérale di Losanna –  darà invece vita all'impianto sperimentale più grande al mondo per lo sviluppo del modello più dettagliato del cervello umano.

Lo scopo è studiare come lavora "la nostra unità centrale" e sviluppare trattamenti personalizzati per problemi di natura neurologica e non solo. Questa ricerca pone le basi scientifiche e tecniche per un progresso nel campo della medicina che ha il potenziale di migliorare notevolmente la qualità della vita di milioni di europei.

"La posizione dell'Europa come superpotenza del sapere dipende dal pensare l'impensabile e sfruttare le idee migliori. Questa competizione mostra che quando siamo ambiziosi in Europa possiamo sviluppare la ricerca migliore. Per mantenere l'Europa competitiva e la casa dell'eccellenza scientifica, i governi dell'Unione europea dovranno concordare un bilancio ambizioso per il programma Horizon 2020 nelle prossime settimane", ha dichiarato Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea.

?Horizon 2020 è un nuovo programma di ricerca e innovazione europeo, presentato dalla Commissione come parte della proposta di budget comunitario dal 2014 al 2020. Per dare un sostegno alla ricerca e all'innovazione la Commissione ha proposto un budget ambizioso, circa 80 miliardi di euro in sette anni. La palla passa ora ai governi, i quali dovranno concordare l'ammontare del finanziamento.

Speriamo vivamente che, sebbene in periodo di crisi, gli stati membri possano fare uno sforzo per sostenere la ricerca di alto livello in Europa. Il ritorno non sarà immediato, ma dovrebbe ampiamente ripagare in futuro, creando posti di lavoro e mantenendo entro i confini dell'Unione quei cervelli che molti ci invidiano e che in questi anni non abbiamo saputo tenerci stretti.