Tom's Hardware Italia
e-Gov

Macron ha trovato un compromesso con Trump sulla Web tax francese

I presindenti Emmanuel Macron e Donald Trump hanno trovato un compromesso sulla querelle generata dalla nuova Web tax francese.

È bastata la ventilata possibilità di dazi statunitensi sui vini francesi per convincere il presidente Emmanuel Macron a trovare un modo per addolcire la nuova Web Tax (GAFA). Ieri durante la conferenza stampa finale del G7 di Biarritz, i presidenti Trump e Macron hanno confermato di aver trovato un compromesso sulla questione.

Com’è risaputo in Francia sta per entrare in vigore una norma fiscale che imporrà il 3% di prelievo sulla pubblicità digitale e altre attività online delle aziende tecnologiche che generano un fatturato annuale globale superiore ai 750 milioni di euro e nazionale (in Francia) superiore ai 25 milioni di euro. Insomma, verranno colpiti tutti i colossi come Google, Apple, Facebook, Amazon, etc.

Macron ha promesso che verrà eliminata non appena l’OCSE troverà un accordo globale e nel caso dovesse stabilire imposte inferiori al 3% la Francia si farà carico di riconoscere alle aziende tecnologiche la differenza.

Photo credit - grinvalds/depositphotos.com

“C’è stata molta ansia a causa di incomprensioni su questa tassa digitale francese. Ne abbiamo parlato e penso che abbiamo trovato un ottimo affare grazie al lavoro dei ministri “, ha dichiarato Macron. “Su base bilaterale abbiamo raggiunto un compromesso per risolvere i nostri disaccordi. Lavoreremo insieme per trovare una soluzione. Quando vi sarà un modello fiscale internazionale rimuoveremo l’imposta e tutto ciò che è stato pagato verrà detratto da questa imposta internazionale. Abbiamo trovato un accordo valido per tutte le parti coinvolte. Può risolvere molti problemi davvero negativi e migliorare il sistema internazionale”.

Trump ha preferito non esporsi e si è limitato a riconoscere la qualità del vino francese, lasciandosi alle spalle il tweet denigratorio di qualche settimana fa.

Non resta che attendere la proposta condivisa dell’OCSE che dovrebbe essere pronta per il 2020.