Tom's Hardware Italia
e-Gov

MandrakeSoft risana le casse

In una intervista a NewsForge al LinuxWorld, il CEO di MandrakeSoft, Francois Bancilhon, ha affermato che l’azienda sta creando profitti e che il prossimo passo è quello di espandersi. Secondo le sue previsioni in marzo si dovrebbe uscire dall’amministrazione controllata. La prossima release della distro Mk sarà la 10.0 e sono previste due versioni, la […]

In una intervista a NewsForge al LinuxWorld, il CEO di MandrakeSoft, Francois Bancilhon, ha affermato che l’azienda sta creando profitti e che il prossimo passo è quello di espandersi. Secondo le sue previsioni in marzo si dovrebbe uscire dall’amministrazione controllata.

La prossima release della distro Mk sarà la 10.0 e sono previste due versioni, la community e la official. La community 10.0 sarà la prima distro che includerà il nuove kernel, il 2.6, dopo due o tre mesi uscirà la versione official. Questo sistema è stato probabilmente pensato per ovviare agli inconvenienti di uscire in fretta con una versione finale che nei fatti recenti si sono spesso rivelate delle beta.

La versione community dovrebbe avere un intervallo di rilasci di sei mesi mentre la versione official un ciclo di diciotto mesi. Fancois (Fransuà) ha precisato che entrambe le versioni saranno gestite all’interno di MkSoft e non ci saranno distro Mk al di fuori come avviene per Fedora.

According to Bancilhon, MandrakeSoft is now down to 60 employees and has total corporate expenses of about 300 thousand Euros per month, while income from “Mandrake Club” subscriptions and other sources are up substantially. Not only that, raw downloads of the free Mandrake versions — which often lead to users becoming paid subscribers — are now in the range of “three to four million per year.”

Balcinhon afferma che il 50% sono clienti desktops o laptops e il 50% fanno girare Mandrake su server. Le vendite sono per il 40% relative a ditte e per il 60% relative a singoli. I singoli hanno supportato Mk in questi anni e quindi Froncois afferma che il prodotto sarà destinato a loro anche se l’offerta verso ditte e istituzioni sarà migliorata a partire da un offerta locale, francese che occupa solo un 15% delle vendite.

Nulla cambierà sul versante free-download che si tramuta spesso in clienti paganti e non cambierà neppure l’ambiente grafico che sarà il KDE. Tra le maggiori distro resterà l’unica a supportare questo ambiente e se gli affari continueranno ad andare bene Francois promette che ci sarà posto per nuovo supporto agli sviluppatori KDE che saranno probabilmente non più supportati da SUSE che si avvia ad usare Gnome.