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Spazio e Scienze

Marte: l’acqua abbonda, ma anche le sostanze tossiche

Su Marte c'è acqua in quantità, ma ci sono anche sostanze tossiche per l'uomo.

I futuri esploratori su Marte potranno trarre l'acqua persino dalla suola dei propri stivali. È questo in estrema sintesi il contenuto di un nuovo studio sull'analisi dei dati raccolti da Curiosity, curato dal professore Laurie Leshin del Rensselaer Polytechnic Institute di Troy (New York) e pubblicato su Science.

In buona sostanza il rover ha rilevato che il suolo sulla superficie del Pianeta Rosso contiene circa il 2 percento di acqua in peso. In altre parole, gli astronauti che atterreranno su Marte potranno estrarre circa 1 litro di acqua da 0,03 metri cubi di terreno.

Importanti informazioni dal Pianeta Rosso

"Sono stato davvero felice quando ho visto le prove che l'acqua è facilmente accessibile. Ed è probabile che questo sia vero ovunque si vada su Marte" ha dichiarato Leshin a Space.com. Lo studio fa parte di cinque articoli che Science ha dedicato alle scoperte di Curiosity nei suoi primi 100 giorni sul Pianeta Rosso, e questo dà l'idea della mole di informazioni in arrivo dal rover e di quanto tempo sia necessario per passarle tutte al setaccio.

Ricordiamo che i primi dati sono stati raccolti da Curiosity in un'area soprannominata Yellowknife Bay. È analizzando le informazioni raccolte nel novembre 2012 dal Sample Analysis at Mars (SAM) di Curiosity che Leshin e i suoi colleghi hanno tratto le loro conclusioni.

Il SAM ha riscaldato il campione a una temperatura di 835 gradi Celsius, e quindi ha catturato i gas sprigionati dalla bollitura. C'erano notevoli quantità di biossido di carbonio, ossigeno e composti di zolfo.

SAM ha anche rilevato che l'acqua nel terreno è ricca di deuterio, un isotopo "pesante" di idrogeno che contiene un neutrone e un protone (al contrario degli atomi di idrogeno "normali", che non hanno neutroni). Questo indica che il terreno "si comporta come una spugna e assorbe acqua dall'atmosfera".

 

Non tutte le notizie però sono positive. SAM infatti ha trovato alcuni composti organici contenenti sostanze chimiche fra cui il perclorato, che è tossico per l'uomo. La sua presenza era già stata documentata in passato, e il fatto anche Curiosity l'abbia incontrata può significare che sia comune in tutto il pianeta. 

"Il perclorato non è un bene per l'uomo. Bisogna capire come trattare questo elemento nel momento in cui gli umani entreranno in contatto con il suolo di Marte" ha spiegato Leshin. Ma non è il caso di perdersi d'animo: Leshin precisa infatti che "è proprio per fare queste scoperte che si inviano esploratori robotici prima degli esseri umani: per capire realmente quali sono le opportunità e quali le sfide che bisognerà affrontare".

Non resta che attendere altre analisi per saperne di più su Marte; sembra che i dati più interessanti saranno raccolti nei prossimi mesi. Forse allora sapremo se una missione umana su Marte sarà possibile o meno. I candidati ci sono, adesso servono presupposti concreti.