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Spazio e Scienze

Marte: tempesta globale alla fine, Opportunity non si sente

La tempesta globale di polvere su Marte che ha costretto il rover Opportunity a cessare le comunicazioni si dissiperà nel giro di poche settimane. Dal rover veterano non arrivano ancora comunicazioni, ma secondo gli scienziati del Mars Exploration Program della NASA – che supervisiona le operazioni sia di Opportunity sia del più recente rover Curiosity […]

La tempesta globale di polvere su Marte che ha costretto il rover Opportunity a cessare le comunicazioni si dissiperà nel giro di poche settimane. Dal rover veterano non arrivano ancora comunicazioni, ma secondo gli scienziati del Mars Exploration Program della NASA – che supervisiona le operazioni sia di Opportunity sia del più recente rover Curiosity – e degli esperti delle missioni Mars Odyssey , MRO e MAVEN la tempesta è sul finire.

Come abbiamo ricordato poche settimane fa tutti gli strumenti attivi della NASA da terra e dall'orbita, stanno monitorando la situazione e raccogliendo dati per capire esattamente perché e come queste tempeste si formano e si evolvono. Un dato che si rivelerà fondamentale nell'ottica della futura esplorazione umana di Marte.

Le tempeste di polvere sul Pianeta Rosso sono un evento abbastanza comune, e si verificano generalmente quando l'emisfero australe è nella stagione estiva, che coincide con il fatto che il pianeta si trova più vicino al Sole nella sua orbita ellittica. A causa dell'aumento delle temperature, le particelle di polvere vengono sollevate più in alto nell'atmosfera (in alcuni casi le nubi di polvere possono raggiungere e superare i 60 chilometri di altitudine), il vento che ne deriva alza ancora più polvere, dando origine a un ciclo che gli scienziati della NASA stanno ancora cercando di capire.

Nella maggior parte dei casi iniziano all'improvviso, restano circoscritte in un'area delimitata e durano solo poche settimane. Ogni tre o quattro anni marziani (l'equivalente di circa 6/8 anni terrestri) possono diventare fenomeni globali, ossia arrivare a coprire l'intero pianeta. Ne sono state avvistate in passato da missioni come la Mariner 9 (1971), la Viking 1 (1971) e il Mars Global Surveyor (2001).

Nel 2007 si verificò una tempesta simile a quella attuale, che coinvolse per la prima volta il rover Opportunity, mentre l'ultima in ordine di tempo è iniziata a maggio e da allora ha forzato il rover veterano a entrare in ibernazione. C'è da dire che l'evento del 2007 fu meno intenso e causò un livello di opacità atmosferica molto inferiore a quello attuale, in cui la quantità di polvere nell'atmosfera ha creato uno stato di perpetua notte nella Perseverance Valley in cui si trova il rover, costretto a sospendere le operazioni.

La tempesta di polvere in una foto scattata da Curiosity
La tempesta di polvere in una foto scattata da Curiosity

Come accennato, gli scienziati della NASA che stanno monitorando l'attuale evento globale hanno rilevato che, a partire da lunedì 23 luglio, si sta depositando sul suolo marziano più polvere di quanta non ne sia sollevata. Questo significa che l'evento è in diminuzione. Il Mars Color Imager (MARCI), il Mars Climate Sounder (MCS) e il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) hanno rilevato inoltre che le temperature medie nell'atmosfera non sono più in aumento. Anche il rover Curiosity ha rilevato segni di miglioramento: sta diminuendo la quantità di polvere che si deposita sopra alla sua posizione nel Gale Crater.

Il fatto che secondo le stime la tempesta sia ritenuta sul finire non significa che fra una manciata di giorni Opportunity chiamerà casa: potrebbero passare alcune settimane o mesi prima che i cieli tornino abbastanza tersi da permettere a Opportunity da ricaricare le batterie tramite i pannelli solari, uscire dalla modalità di ibernazione e quindi ristabilire le comunicazioni.

Ricordiamo che Opportunity è alimentato tramite pannelli solari, che durante una tempesta di polvere di questa portata non ricevono abbastanza luce da ricaricare le batterie. Curiosity al contrario è alimentato con un piccolo generatore nucleare, quindi non ha alcun problema.

La preoccupazione è se il rover riuscirà a risvegliarsi quando la tempesta sarà passata, che è legato alle basse temperature che potrebbero danneggiare l'elettronica. La NASA ha sottolineato più volte però che la grande quantità di polvere che blocca la luce solare, dall'altra aumenta la temperatura ambientale attorno al rover e potrebbe proteggerlo dal freddo.


Tom's Consiglia

Una tempesta globale di sabbia è uno degli elementi dell'intricata trama di fantascienza de Il rosso di Marte, eccellente libro di Kim Stanley Robinson che un appassionato di esplorazione spaziale non può perdere.