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Maxi evasione fiscale per Apple Italia: chiuse le indagini, ora la trattativa

Apple avrebbe "omesso" di dichiarare al fisco italiano circa 878 milioni di euro tra il 2008 e il 2013. Ne sono convinti i pubblici ministeri milanesi Carlo Nocerino e Adriano Scudieri, che ieri hanno recapitato la chiusura indagini all'AD di Apple Italia Enzo Biagini, il direttore finanziario Mauro Cardaio e al responsabile di Apple Sales International (Cork, Irlanda) Michael O’-Sullivan.

Sembra profilarsi un rinvio a giudizio con l'ipotesi della violazione dell'articolo 5 della norma del D.Lgs. 74/2000, che punisce con la reclusione da 1 a 3 anni chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto non presenta la dichiarazione ai fini delle imposte sul reddito o dell'Iva. Previsto anche un cospicuo risarcimento.

apple think differen
Pensa in mondo diverso, beh insomma

Adesso gli indagati, assistiti dall'avvocato Paola Severino, e Apple avranno 40 giorni per far emergere eventuali elementi per l'archiviazione del caso.

Il meccanismo ricostruito dagli investigatori dell'Agenzia delle Dogane e dell'Agenzia delle Entrate è quello di sempre (Double Irish with a Dutch Sandwitch): profitti generati dalle attività italiane poi contabilizzati sulla filiale irlandese, che gode di una tassazione del 12,5%. In Italia l'imposta sul reddito delle società è del 27,50%.

Le conferme definitive, secondo gli investigatori, si sono avute l'autunno scorso con il sequestro dei bilanci presso la sede italiana in piazza San Babila. Per altro se inizialmente il procuratore Greco e i suoi collaboratori avevano supposto una dichiarazione dei redditi fraudolenta in un periodo compreso tra il 2010 e il 2011, dopo gli approfondimenti di indagine il periodo si è esteso dal 2008 al 2013 ed è cambiato il capo di imputazione.

Secondo indiscrezioni filtrate dal Palazzo di Giustizia le trattative per un accordo sarebbero già avviate. Il risarcimento dell'Agenzia delle Entrate infatti alleggerirebbe la posizione dei manager.

Quanto avvenuto con Apple si sta replicando anche con Google, ma a quanto pare la partita sembra ben più complicata.