Tom's Hardware Italia
e-Gov

Megaupload 2.0 si chiamerà Mega e sarà inattaccabile

Si chiamerà Mega il nuovo cyber locker di Kim Dotcom. I contenuti saranno crittografati e le chiavi nelle mani degli utenti. Nessuna responsabilità per gli amministratori, che gestiranno i server su un sistema cloud diffuso in più paesi.

Megaupload tornerà con il semplice nome di "Mega", e sembra che questa volta Kim Dotcom si sia messo definitivamente al riparo da possibili denunce e raid in casa propria. Il nuovo servizio infatti prevede che i file caricati dagli utenti siano protetti da crittografia, le cui chiavi non saranno in possesso degli amministratori.

In questo modo la responsabilità per un film pirata è solo dell'utente, perché solo lui sarà in possesso della chiave necessaria per decodificare la protezione. Starà all'utente stesso e agli sviluppatori di applicazioni terze il compito di gestire l'accesso ai file (e diffondere le password).

Kim Dotcom

Secondo Dotcom l'unico modo di fermare il nuovo servizio sarebbe rendere la crittografia stessa illegale, ma "secondo la Carta dei Diritti Umani delle Nazioni Unite la privacy è un diritto fondamentale. Abbiamo il diritto di proteggere le informazioni personali dallo spionaggio", ha spiegato il neozelandese.

L'altro tassello del mosaico è l'uso di server ridondanti in paesi diversi (Il nuovo Megaupload è quasi pronto: ordinati i server). In questo modo "persino se un paese decide di bloccare i server – non crediamo che possa succedere, perché rispettiamo tutte le leggi dei paesi dove abbiamo dei server – o se c'è un disastro naturale, c'è un'altra fonte dove i file restano disponibili. In questo modo è impossibile perpetrare abusi come quelli che abbiamo subito negli Stati Uniti", ha aggiunto Mathias Ortmann, un socio di Kim Dotcom.

Il sistema inoltre prevede che l'hosting sia diffuso e che chiunque possa partecipare, anche se ha poche risorse. "Possiamo lavorare con chiunque, perché l'host stesso non sa cosa c'è sui server". Come The Pirate Bay quindi Mega sarà un servizio dematerializzato, rintracciabile esclusivamente nella cosiddetta "cloud", e di fatto impossibile da abbattere con un solo colpo preciso.

Kim Dotcom

A complicare ulteriormente la vita per i possessori di copyright c'è il fatto che questo sistema non gestisce la deduplicazione: se lo stesso file è presente cento volte ci saranno cento voci con altrettante chiavi di decodifica, e ci vorranno quindi cento richieste di rimozione.

Sì, perché la major cinematografiche e musicali possono ancora chiedere la rimozione di un file, se per esempio trovano su un forum un link e la password di decodifica. Anzi, Dotcom ha anche creato uno strumento grazie al quale i proprietari di copyright potranno accedere direttamente ai server e cancellare i contenuti che non gradiscono. "Questa volta però se vogliono usare quello strumento dovranno accettare, prima di ottenere l'accesso, che non ci potranno denunciare o ritenere responsabili per le azioni degli utenti".

Insomma, sembra proprio che Mega sia una sorta di Megaupload 2.0. Diffuso in una nuvola di server sparsi per il mondo, e con la solida protezione della crittografia. Resta solo da vedere se e come gli utenti lo useranno per diffondere materiale illecito.