Sicurezza

Meglio divorziare che perdere i file importanti

I dipendenti statunitensi vivono nel terrore di perdere i dati aziendali memorizzati sui propri dispostivi. La paura maniacale è tale che 1 su 10 preferirebbe essere lasciato dalla propria moglie o fidanzata, perdere i capelli, la carta di credito o rinunciare alla propria vita sessuale piuttosto che perdere i file che risiedono sul computer personale o dell'ufficio.

Sembra una barzelletta ma è quanto emerso dallo studio "airbackup Employee Behavioral Study" condotto ad agosto dalla società Harris Poll per conto di TeamViewer su un campione di oltre 2.000 adulti americani di età superiore ai 18 anni.

E adesso?

La paura a quanto pare non si traduce in maggiore attenzione, dato che dalla ricerca è emerso che la perdita di dati interessa un'ampia fascia di lavoratori, che dimenticano smartphone, tablet e notebook in macchina (15%), al ristorante (13%), in hotel (13%), sul treno o sull'autobus (11%) e sull'aereo (10%). I più sbadati (fra coloro che ammettono la propria responsabilità) sono gli uomini di età compresa tra i 18 e i 24 anni (60%), seguiti dalle donne della stessa età (30%).

La frustrazione però non è dovuta solo allo smarrimento del dispositivo, che nel complesso riguarda solo l'11% dei casi. Molti lamentano la perdita dei dati per un blackout quando stanno lavorando a qualcosa di importante (31%), perché non trovano un file che sanno di avere in ufficio (26%), perché hanno perso file su cui avevano lavorato molto tempo (23%).

Quello che stupisce è che la preoccupazione non sembra portare a ingegnarsi per trovare una soluzione, come per esempio il banale salvataggio dei file importanti in cloud.