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Mercato Unico Digitale, un’altra spallata ai colossi del Web affinché siano equi con le PMI europee

Nuove norme UE per favorire le PMI fornitrici dei colossi del web: dall'e-commerce al mercato delle App basta con le discriminazioni e controversie gestite in maniera poco trasparente.

In Europa le piattaforme e-commerce, quelle di prenotazione e i motori di ricerca non potranno più discriminare i fornitori e dovranno essere trasparenti anche nel posizionamento delle offerte. Queste le principali novità introdotte dal nuovo regolamento approvato venerdì dal Parlamento europeo, il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione europea. A seguito della prossima pubblicazione ufficiale vi saranno 12 mesi per adeguarsi.

“L’accordo odierno segna una tappa importante per il mercato unico digitale, a vantaggio di milioni di imprese europee che ricorrono alle piattaforme digitali per raggiungere i propri clienti”, ha commentato Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale. “Il nostro obiettivo è vietare alcune delle pratiche più sleali e stabilire un parametro di riferimento per la trasparenza, salvaguardando nel contempo i grandi vantaggi offerti dalle piattaforme online sia ai consumatori che alle imprese”.

La questione di fondo è che i grandi operatori online, come ad esempio Amazon Marketplace, eBay, Google Play, Apple App Store, Microsoft Store, Facebook pages, Instagram, Skyscanner, Google Shopping, etc., consentono pochi margini di manovra ai fornitori o ai partner commerciali. Spesso è una lotta impari anche sotto il profilo dei contenziosi.

“Le nuove norme sono state specificamente concepite pensando ai milioni di PMI che costituiscono la spina dorsale dell’economia dell’UE”, ha sottolineato Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI. “Molte non hanno il potere contrattuale per avviare una controversia con una grande piattaforma, ma con queste nuove norme dispongono di una nuova rete di sicurezza e non devono più temere di essere estromesse in modo aleatorio da una piattaforma o essere posizionate in modo poco trasparente nei risultati di ricerca.”

Ecco i principali vantaggi per le aziende:

  • Non vi saranno più sospensioni improvvise e inspiegabili dell’account. Le piattaforme digitali non possono più sospendere o chiudere l’account di un venditore senza motivazioni chiare né la possibilità di presentare ricorso. Se la sospensione è stata effettuata per errore la piattaforma dovrà inoltre ripristinare l’account del venditore.
  • Le condizioni devono essere facilmente reperibili e fornite in un linguaggio semplice e comprensibile. In caso di modifica di tali condizioni è necessario dare un preavviso di almeno 15 giorni per consentire alle imprese di adeguare la loro attività di conseguenza. Se le modifiche richiedono adeguamenti complessi si applicano periodi di preavviso più lunghi.
  • I mercati online e i motori di ricerca devono indicare i principali parametri utilizzati per posizionare i beni e i servizi sul proprio sito, allo scopo di aiutare i venditori a capire come ottimizzare la loro presenza. Le norme mirano ad aiutare i venditori senza consentire la manipolazione del sistema di posizionamento.
  • Alcune piattaforme online non solo mettono a disposizione il mercato, ma sono esse stesse venditori operanti sullo stesso mercato. Secondo le nuove norme sulla trasparenza le piattaforme devono dichiarare in modo esaustivo qualsiasi vantaggio conferiscano ai propri prodotti rispetto agli altri. Devono inoltre comunicare quali dati raccolgono, come li utilizzano e, in particolare, come li condividono con gli altri partner commerciali. Per quanto riguarda i dati personali, si applicano le norme stabilite dal regolamento generale sulla protezione dei dati.
  • Tutte le piattaforme devono istituire un sistema interno di gestione dei reclami per assistere gli utenti commerciali. Solo le piattaforme più piccole in termini di personale o di fatturato saranno esentate da tale obbligo.
  • Le piattaforme dovranno fornire alle imprese un maggior numero di opzioni per risolvere un potenziale problema attraverso mediatori. Ciò contribuirà alla risoluzione extragiudiziale di un maggior numero di questioni, facendo risparmiare tempo e denaro alle imprese.
  • Le associazioni di categoria potranno citare in giudizio le piattaforme per porre fine a eventuali inosservanze delle norme, il che contribuirà a superare la paura di ritorsioni e a ridurre i costi delle cause giudiziarie per le singole imprese nei casi di mancato rispetto delle nuove norme. Gli Stati membri possono inoltre, se lo desiderano, designare autorità pubbliche dotate di poteri esecutivi alle quali le imprese possono rivolgersi.