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MIT, cariche elettriche contro la sete nel mondo

Il problema della disponibilità di acqua potabile è una piaga che affligge ancora oggi oltre 1 miliardo di persone nel mondo. Secondo il MIT gli attuali sistemi che raccolgono l'acqua facendo condensare l'umidità dell'aria sono poco efficienti, per questo hanno pensato a un sistema che, tramite un campo elettrico e un emettitore di ioni, aiuti […]

Il problema della disponibilità di acqua potabile è una piaga che affligge ancora oggi oltre 1 miliardo di persone nel mondo. Secondo il MIT gli attuali sistemi che raccolgono l'acqua facendo condensare l'umidità dell'aria sono poco efficienti, per questo hanno pensato a un sistema che, tramite un campo elettrico e un emettitore di ioni, aiuti a "estrarre" più acqua.

La maggior parte dei sistemi infatti utilizza delle maglie poste perpendicolarmente alle correnti d'aria cariche di nebbia. Tuttavia alcuni meccanismi come il tasso di diffusione e la deviazione aerodinamica influenzano negativamente la capacità di far condensare le minuscole goccioline in modo da raccoglierle sotto forma di acqua potabile. Secondo alcuni studi citati dal MIT questi sistemi avrebbero infatti un'efficienza bassissima, pari all'1-2%.

MIT Powerplant Condenser 02 0

La soluzione per i ricercatori è di "elettrificare" le singole goccioline d'acqua tramite un emettitore di ioni, in modo che poi siano più facilmente indirizzabili verso un collettore, attraverso un campo elettrico applicato alle maglie del raccoglitore. In questo modo in pratica le goccioline caricate elettricamente andrebbero ad aderire molto più facilmente alle maglie attraversate da un campo elettrico. I ricercatori inoltre hanno messo a punto un modello fisico in grado di predire l'efficienza di raccolta di vari tipi di maglie e di diverse intensità del campo elettrico, in base alle condizioni ambientali, potendo così identificare la soluzione migliore, caso per caso o stagione per stagione.

Un aspetto interessante di questa soluzione è che può anche essere applicata agli scarichi degli impianti di raffreddamento delle centrali elettriche. Il prossimo passo del team di ricerca infatti sarà proprio di mettere a punto un sistema in scala 1:1 per il test sulla torre di raffreddamento dell'impianto elettrico centrale del MIT. Per vederla in azione dunque servirà ancora diverso tempo, ma la soluzione sembra decisamente promettente.   ‎