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Mozilla ancora nella tormenta per i matrimoni gay

Non c'è pace per Mozilla, che dopo le dimissioni dell'AD della settimana scorsa deve ora affrontare nuove polemiche. Stavolta a lamentarsi sono i più conservatori, convinti che Brendan Eich (l'AD uscente) e Mozilla in generale abbiano ceduto a un inaccettabile ricatto.

I fatti si riassumono con Eich che nel 2008 finanzia una legge per la proibizione del matrimonio omosessuale poi, lo scorso 24 marzo, assume la carica di amministratore delegato presso Mozilla Corporation – una società controllata al 100% da Mozilla Foundation.

Brandan Eich

Nascono immediatamente accese polemiche e pressioni affinché Eich se ne vada per le sue posizioni omofobe che, secondo gli oppositori, sono in contrasto con la filosofia di Mozilla. Se ne va persino una parte del CDA e alla fine lo stesso Eich non può che cedere e lasciare la poltrona – se non altro per proteggere la stessa Mozilla da ulteriori danni.  

Il calvario però non è finito per Mozilla, che ora deve affrontare una nuova ondata di critiche e nuove minacce di boicottaggio. Il dibattito è stato acceso anche nei commenti qui su Tom's Hardware, e uno degli argomenti più dibattuti era la libertà di espressione.

Secondo alcuni infatti questa vicenda indicherebbe che c'è una sola opinione accettabile, cioè l'approvazione dei matrimoni omosessuali. Ogni pensiero non allineato sarebbe vittima di censura. La stessa Mozilla ne sarebbe complice con il suo mancato supporto ad Eich.

Eich, affermano i critici, come ogni dirigente andrebbe valutato secondo il proprio lavoro e non guardando alle sue opinioni personali. Non manca nemmeno chi incita apertamente a un boicottaggio di Firefox, il più importante e famoso prodotto Mozilla. Essere o meno a favore del matrimonio gay in questo contesto non è una discriminante, poi, perché tra i difensori dell'AD Mozilla ci sono anche molte persone che sostengono questa unione.

Difficile prevedere che cosa accadrà nei prossimi giorni, ma è senz'altro utile chiarire almeno un dettaglio: la questione qui non è il matrimonio omosessuale ma la libertà di parola, e per estensione al libertà di chi usa la rete per parlare e comunicare.

Chi parla di censura infatti (almeno i meno ingenui) è consapevole che non parliamo di un attacco alla libertà d'informazione da parte di un governo o dell'amministrazione aziendale. Eich ha espresso le proprie posizioni in totale libertà, e lo stesso hanno fatto i suoi oppositori. Nessuno in altre parole è stato "imbavagliato" a priori, per quanto gestire le reazioni è stato evidentemente molto difficile.

È lecito parlare di censura e attacco alla libertà di espressione in un caso come questo? No, per niente: questi sono termini che si usano per cose davvero molto gravi, con libri bruciati e persone incarcerate per reati di opinione. Una società che esprime liberamente due punti di vista diametralmente opposti è tutt'altro che censoria, e di questo dovremmo tutti essere grati.

Forse c'è un problema di abitudine, perché che certe voci fino a poco tempo fa non erano solo minoritarie, ma anche ridotte al silenzio in modo spesso anche violento. Oggi invece, in alcune parti del mondo almeno, possono esprimersi e trovare anche molta forza. Forse è questo che alcuni non riescono ad accettare, che tutti possiamo parlare con la stessa voce? Sarebbe un atteggiamento pericoloso, soprattutto considerando che sono in tanti, compresi alcuni poteri forti, che non vedono l'ora di poter mettere per davvero un bavaglio alla Rete.