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MPAA: ecco la lista dei siti pirata più pericolosi del mondo

I produttori cinematografici sono soddisfatti della chiusura di Megaupload e delle sue conseguenze, ma hanno ancora una lunga lista di siti che vorrebbe vedere scomparire dalla rete. I dettagli si trovano in un documento della MPAA (Motion Picture Association of America), che i giornalisti di TorrentFreak hanno individuato e pubblicato su Scribd.

"La chiusura di Megaupload e Megavideo ha influenzato altri siti di hosting e i loro clienti. Molti hanno disabilitato la condivisione di file, e abbandonato i loro programmi di pagamento. Il che, secondo la MPAA, ha ridotto la disponibilità di contenuti che violano il copyright", si legge sul documento.

MPAA

Dichiarazioni che in effetti sono state verificate anche da altre fonti: senza Megaupload la pirateria si è ridotta, ma è vero il fatto che il blocco del popolare "cyberlocker" si può mettere in relazione con le rinnovate difficoltà di aziende più che legittime, nonché con un calo dei biglietti venduti nei cinema di tutto il mondo.

Quando si parla di questi argomenti tuttavia ci sono molte voci discordanti, diverse sfumature che si collocano a varie distanze tra due estremi incompatibili: da una parte chi vorrebbe bloccare il download illegale, anche con la forza e il carcere per chi scarica e per chi gestisce i siti; e dall'altra chi vede nella condivisione un diritto, e un attentato alla libertà le operazioni dell'altro fronte. Non sorprende quindi che qualcuno stia cominciando a domandarsi se le norme sul diritto d'autore non vadano riviste.

DVD pirata, per alcuni esistono solo quelli

Generalmente i produttori di musica e film schivano tale dibattito, e preferiscono concentrare le proprie energie sul fare pressioni verso governi e autorità di tutto il mondo. Il documento infatti include una lunga lista di siti che, secondo la MPAA, dovrebbero fare la stessa fine di MegaUpload. Tra questi molti siti legati al protocollo BitTorrent, "la tecnologia più comunemente usata per la distribuzione di film e show televisivi illegali".

Tra i portali BitTorrent troviamo il sito ucraino Extratorrent.com, i canadesi IsoHunt.com, Torrentz.eu e Kat.ph, il russo Rutracker.org, lo svedese Thepiratebay.se e il cinese Xunlei.com. Nella lista nera trovano spazio anche gli hub di streaming e download Extabit.com e Uploaded.net (Olanda), il tedesco Netload.in e altri come Putlocker.com (Regno Unito), Simdisk.co.kr (Corea del Sud) e i russi RapidGator.net e VKontakte.

Completano il quadro i seguenti siti con link a contenuti illeciti: 1channel.ch (Estonia), Free-tv-video-online.me (Repubblica Ceca), Movie2k.to (Romania), Seriesyonkis.com (Spagna), Solarmovie.eu (Canada) e Telona.org (Svezia).

La MPAA segnala poi almeno un server Usenet, un sito di eCommerce cinese e diversi mercati di strada di grosse dimensioni (Russia, Canda, Jakarta, Irlanda del Nord, Ucraina, Brasile, Tailandia, Messico, India, Cina, Paraguay, Argentina). Il documento della MPAA conclude con le parole di rito su come gli studi cinematografici diano un contributo sostanziale all'economia degli Stati Uniti e per questo le loro richieste meritino particolare attenzione.

Pirate Cinema, un romanzo per chi scarica

Queste aziende hanno naturalmente tutto il diritto di chiedere ai governi del mondo di fare il possibile per risolvere la questione. Il problema è piuttosto il fatto che, quasi in ogni paese, hanno la capacità d'influenzare direttamente le decisioni politiche e la creazione di nuove leggi – così come tanti altri poteri economici. Ed è soprattutto per questo che sono nate le tristemente famose leggi "dei tre colpi"; un tema su cui dovremmo fare molta attenzione, e soprattutto ognuno di noi dovrebbe decidere se la madre di Trent (protagonista del romanzo fantascientifico Pirate Cinema!) ha ragione quando dice "se l'unico modo per soddisfare quelli che fanno film e musica è dar loro il potere di tagliare tutte le nostre connessioni personali, lavorative, educative e sanitarie, credo che dovremmo semplicemente lasciarli morire".