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Nanoparticelle per cure da fantascienza

Midatech Group, leader nelle nanotecnologie, annuncia la formazione di una sussidiaria, PharMida AG, con lo scopo di sviluppare, e brevettare, nuovi medicinali basati sulle nanomacchine. La base della nuova azienda sarà a Basilea, in Svizzera.

Le nanotecnologie che saranno sviluppate sono molto promettenti, secondo il Professor Fritz. R Bhuler, presidente della nuova società. Le nanoparticelle dovrebbero permettere la creazione di un'intera gamma di nuovi prodotti, con caratteristiche e funzioni rivoluzionarie, applicabili a tutti i settori industriali, ma in particolare a quelli delle scienze mediche, all'elettronica e alla chimica.

Le nanoparticelle della Midatech, con sede a Oxford e impianti a Bilbao, hanno proprietà uniche, che le rendono perfette per la diagnostica e applicazioni terapeutiche. Sono solubili in acqua, e possono diffondere medicinali, anche su cellule selezionate.

Il diametro di questi piccoli robot è inferiore ai cinque nanometri, il che li rende facilmente eliminabili, attraverso i reni, riducendo il rischio di pericolosi accumuli. L'assunzione dei farmaci può avvenire per via orale (resistono agli acidi gastrici), ma anche tramite aerosol. Possono essere progettati per risultare "invisibili" al sistema immunitario, e arrivare a destinazione senza incidenti.

Dulcis in fondo, la produzione è semplice, sicura e relativamente economica. La Midatech è intestataria di tutti i brevetti del caso, compresi i diritti per la sintesi e l'applicazione di nanoparticelle autoassemblanti.

Qualche giorno fa avevamo parlato di una pillola intelligente prodotta da Philips, che sembrava già rivoluzionaria. Oggi, alla luce di questa tecnologia, sembra già storia.

Certo è che i dubbi su tecnologie del genere sono legittime. In passato si è speculato, e molto, sul fatto che virus devastanti, come l'HIV e l'Ebola, fossero frutto di sperimentazioni andate fuori controllo. Ammesso, e non concesso, che sia vero, cosa potrebbe succedere ora?.