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Spazio e Scienze

NASA e SpaceX presto su Marte grazie a Donald Trump?

Quale sarà il Presidente statunitense che porterà l'uomo su Marte? I bene informati puntano su Donald Trump.

Fra i candidati alla Casa Bianca, chi potrebbe appoggiare maggiormente la NASA nel progetto di sbarco su Marte? La domanda è lecita perché sappiamo bene quanto peso abbia la politica sui programmi spaziali. Del resto la NASA fa forte affidamento sui finanziamenti erogati dal Congresso. Di recente negli Stati Uniti c'è un'apertura verso la collaborazione fra pubblico e privato, che potrebbe giocare un ruolo importante nelle tempistiche di sviluppo delle missioni, ma che d'altro canto non a tutti piace.

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Ecco perché il nuovo Presidente degli Stati Uniti potrebbe fare la differenza. Per questo l'American Institute of Aeronautics and Astronautics (AIAA) ha interpellato tutti i candidati per conoscere la loro posizione. Donald Trump ha risposto definendo la NASA "una delle agenzie più importanti degli Stati Uniti".

Nel corso di una sessione di domande e risposte pubblicata questa settimana ha aggiunto che "tale deve rimanere". In risposta alla domanda se gli Stati Uniti stiano erogando alla NASA la giusta quantità di denaro ha risposto: "non sono sicuro che la domanda sia quella giusta. Quello che spendiamo per la NASA deve essere adeguato a quello che chiediamo loro di fare. […] La nostra prima priorità è quella di ristabilire la forte base economica di questo paese. Poi potremo discutere sui finanziamenti".

In modo simile ha glissato sulla domanda se inviare uomini su Marte debba restare un obiettivo: ai quesiti sulle missioni su Marte ha risposto che "nel momento in cui la nostra preparazione militare tornerà a livelli accettabili, allora potremo guardare alla timeline per l'invio di più persone nello Spazio". In compenso ha sostenuto con forza la compartecipazione di aziende pubbliche e private per le missioni spaziali.

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Bernie Sanders ha dato risposte entusiaste sulla NASA in generale, in particolare in relazione ai progressi tecnologici che sono scaturiti dagli investimenti nel programma spaziale, ma davanti alla domanda sugli investimenti si è dimostrato restio a impegnare più fondi per lo sbarco su Marte. "Continuerei la pianificazione per l'esplorazione umana di Marte. Tuttavia, come ho già detto, questo richiede uno sforzo che la mia amministrazione valuterà, in consultazione con le parti interessate per determinare le priorità della NASA".

Hillary Clinton non ha risposto, ma la sua posizione è già chiara da tempo. In passato aveva spiegato che da parte sua sosterrebbe gli investimenti nell'esplorazione spaziale, compresa la necessità di monitorare gli asteroidi. A suo avviso per il Governo gli investimenti dovrebbero riguardare sia il programma spaziale sia attività scientifiche e tecnologiche per molte ragioni, tra cui i benefici economici. Tuttavia non ha fatto riferimenti precisi a Marte.

Stando alle fonti, Clinton sarebbe probabilmente la più grande sostenitrice della NASA in generale, ma Trump sarebbe il candidato che potrebbe spingere prima gli Stati Uniti su Marte grazie al sostegno espresso verso le aziende spaziali private come SpaceX di Elon Musk.

Se Trump infatti spinge per la "collaborazione crescente tra il settore privato e il governo nell'esplorazione spaziale", Clinton sostiene che "solo il governo debba sostenere" le scoperte scientifiche, che sembrerebbero includere l'esplorazione di altri pianeti. Sanders invece riconosce i vantaggi nella partecipazione delle aziende private, ma mette davanti "questioni serie, tra cui la sicurezza nazionale" per la quale una collaborazione privata potrebbe costituire un rischio potenziale.