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Spazio e Scienze

Navicella russa fuori controllo: lo schianto con l’atmosfera è questione di ore

In Italia la situazione è monitorata dall'Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche, al momento non si sa se e dove cadranno dei detriti sulla superficie.

È iniziato il conto alla rovescia per la possibile caduta sulla Terra dei detriti della navicella cargo russa Progress M-27M partita il 28 aprile dal cosmodromo di Baikonur e quasi da subito fuori controllo. Si tratta di un veicolo lungo oltre 7 metri, con un diametro di 2,7m e un peso di circa 7 tonnellate, che aveva a bordo 3 tonnellate di rifornimenti e di materiali per gli esperimenti di bordo.

Progress (NASA)In queste ore la preoccupazione delle agenzie spaziali di tutto il mondo è capire se/quando arriveranno frammenti di detriti sulla superficie terrestre e in caso dove. Alessandro Rossi dell'Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche riassume la situazione spiegando che il cargo Progress è più vicino agli strati più esterni dell'atmosfera e l'impatto ''è una questione di poche ore''. Per la precisione i detriti dovrebbero precipitare sulla Terra domani, venerdì 8 maggio.

L'agenzia spaziale russa Roscosmos precisa che la Progress entrerà nell'atmosfera tra le 0:23 e le 8:55 ora italiana di venerdì 8 maggio, ma nessun frammento di grandi dimensioni precipiterà sulla superficie terrestre. "La Progress brucerà completamente durante il rientro a causa dell'attrito con gli strati dell'atmosfera e solo alcuni piccoli frammenti potrebbero raggiungere la superficie".

L'impatto con l'atmosfera di oggetti fuori controllo nello Spazio non è una rarità: come ha precisato l'ISTI-CNR in una nota ufficiale, dall'inizio dell'avventura spaziale a oggi sono quasi 7.000 gli oggetti di maggiori dimensioni "rientrati". Carmen Pardini dell'ISTI-CNR spiega che "per convenzione si dice che un oggetto 'rientra' nell'atmosfera quando precipita a 120 km di quota. Da quel punto l'attrito dell'aria diventa sempre più significativo e parti delle strutture quali pannelli solari, antenne o appendici varie possono staccarsi anche tra i 110 e i 90 km di altezza. […] Il destino dei vari pezzi dipende da composizione, forma, struttura, rapporto area-massa e momento di rilascio".

cargo russo Progress M 27M

In Italia l'evoluzione orbitale del veicolo spaziale è monitorata da Luciano Anselmo e Carmen Pardini dell'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (ISTI-CNR) che sta già comunicando le informazioni all'Agenia Spaziale Italiana.

Pardini spiega che eventuali frammenti "potrebbero precipitare in qualunque località del Pianeta compresa tra i 53 gradi di latitudine sud e nord (sono esclusi quindi Poli, che non sono sorvolati dal veicolo)". "Facendo una valutazione generale sui rischi di rientro di oggetti dallo Spazio e tenendo conto della distribuzione degli oceani e delle terre emerse, se i detriti si distribuissero su un arco di 800 km, la probabilità che cadano tutti in mare e nessuno sulla terraferma è del 62%. Ma se si disperdessero su un arco di 2.000 km, tale probabilità scenderebbe al di sotto del 50%" ha concluso. Non resta che attende l'evoluzione della situazione.

Aggiornamenti 08/05/2015: Il cargo russo Progress è rientrato sul Pacifico alle 4:04 ora italiana.

L'ASI ha emesso una nota ufficiale in cui informa che proprio per via del mancato attracco del cargo Progress M-27M – che ha apportato un cambiamento di tutte le attività di docking e undocking sulla Stazione Spaziale Internazionale – il rientro sulla Terra di Samantha Cristoforetti e dei suoi colleghi di missione è stato posticipato. Roscosmos definirà la prossima settimana la nuova data del ritorno.