Spazio e Scienze

Nel 2020 la Cina manderà su Marte orbiter, lander e rover

La Cina è pronta a sbarcare su Marte con un’articolata missione senza precedenti. L’ambizioso progetto è in programma per il 2020, quindi dietro l’angolo, secondo quanto riportato dai media cinesi. Lo scienziato Zhang Rongqiao ha assicurato che il progetto cinese sta “procedendo senza intoppi”, e che la Cina intende affermarsi come il primo Paese a fare un’esplorazione congiunta della superficie di Marte in una singola missione. Zhang, a capo del progetto, ha confermato che sarà composta di tre elementi: orbiter, lander e rover.

La sonda fornirà dati relativi alle temperature, alle condizioni atmosferiche e al paesaggio, per preparare le successive mosse di Pechino atte a recuperare campioni di suolo e roccia. “Il lander si separerà dall’orbiter alla fine di un viaggio di circa sette mesi e atterrerà in una zona di bassa latitudine nell’emisfero nord di Marte, dove il rover esplorerà la superficie” conferma l’agenzia di stampa statale Xinhua.

Stando alle fonti sarebbero in programma 13 carichi utili, tra cui “sei rover”, anche se i media statali in precedenza parlavano di un solo rover. L’obiettivo è fin troppo chiaro: “Marte potrebbe diventare un futuro insediamento robotico o umano“. A parte questo, “studiare la sua evoluzione può aiutarci a rispondere ad alcune delle domande chiave della cosmologia che possono avere un profondo impatto sulla nostra vita” ha concluso Zhang. Stando alle informazioni finora trapelate la sonda verrà lanciata a bordo di un razzo Long March-5 dall’isola di Hainan, nel sud della Cina.

Curiosity. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Questa prima parte della missione potrebbe fare da preludio a uno sbarco umano sul Pianeta Rosso: è in corso l’allestimento di una “base di simulazione per Marte” da 400 milioni di yuan in un’area remota del deserto del Gobi, per potenziare la ricerca scientifica del Pianeta Rosso. A Pechino è invece stato approntato un simulatore in cui volontari vivono per 200 giorni per studiare gli effetti di una vita ristretta in condizioni simili a quelle che si vivrebbero sulla Luna e su Marte in una prima fase di esplorazione umana.

Due volontari lavorano all'interno del Lunar Palace 1. Crediti: Xinhua / Ju Huanzong

L’occasione è buona per ricordare che il programma di esplorazione spaziale di Pechino è molto ambizioso, e comprende l’invio di sonde anche su Giove (nel 2036) e su Urano (nel 2046).

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