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Netflix USA supera la TV via cavo, ma in Italia?

Netflix USA ha superato per numero di abbonati la TV via cavo, che rappresenta il 50% del mercato pay. Nel primo trimestre 2017, secondo l'ultima indagine di Leichtman Research, ha raggiunto un numero di abbonati paganti pari a 50,8 milioni di unità, quasi 2 milioni in più rispetto ai concorrenti tradizionali.

Rapporto Leichtman Research
Il sorpasso

È davvero una svolta per il settore, soprattutto se si considera che il volume di clienti Netflix è raddoppiato in soli 5 anni. I broadcaster della vecchia guardia (Comcast, Charter, Altice, Medicom, etc.) però non se la passano così male poiché complessivamente hanno perso solo 115mila abbonati rispetto allo stesso periodo 2016. Va peggio al segmento satellitare dove DISH ne ha persi circa 315mila e DirectTV è rimasta con un numero invariato. Buoni invece i risultati sul fronte online con le piattaforme SLING TV e DirectTVNow, entrambe con un plus di 175mila.

Leichtman Research
Leichtman Research

In sintesi si può intuire che molti clienti statunitensi stiano lentamente abbandonando il satellite, che vale circa il 30% del mercato pay, preferendo le soluzioni online. Il segmento via cavo resiste ancora poiché è probabile che molti clienti non possano rinunciare ad alcuni contenuti premium. Il ridotto prezzo di Netflix e la possibilità di condivisione degli abbonamenti sembra ancora consentire di mantenere più servizi attivi.

E Netflix in Italia?

La domanda è se mai anche in Italia possa replicarsi un successo di tale entità, con una perdita di clienti da parte delle nostre pay TV che operano su satellite e digitale terrestre. Secondo le stime Netflix viaggiava a pochi mesi dal lancio sopra i 300mila abbonati, anche se dati ufficiali non sono mai stati divulgati. Oggi la situazione è sicuramente migliorata, ma Sky Italia – giusto per fare una proporzione – è a quota 4,8 milioni di abbonati mentre Mediaset Premium dovrebbe essere sui 2 milioni.

Il primo problema, al solito, è quello del livello di connettività. Negli Stati Uniti, secondo i dati OCSE aggiornati al secondo trimestre 2016, il numero di abbonamenti broadband residenziali ogni 100 abitanti è di 32,5, quindi complessivamente si parla di 105 milioni di abbonati. In Italia siamo a quota 25,2, con poco più di 15 milioni di abbonati. Le masse critiche sono quindi molti diverse, anche se in effetti nell'ultimo anno e mezzo qualcosa sta migliorando nel nostro paese.

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Akamai

Sul fronte prestazionale Akamai stima una velocità media oltreoceano di 18,7 Mbps mentre per l'Italia solo 9,2 Mbps. Considerato che Netflix raccomanda almeno 5 Mbps per l'HD 1080p, ecco spiegato come possa essere difficile per la clientela italiana abbandonare del tutto le altre piattaforme per godere di adeguata qualità video. Sempre ricordando che 9,2 Mbps è frutto di una media matematica e quindi sappiamo che la maggioranza degli italiani naviga a velocità nettamente inferiori.

OCSE
Report OCSE

Infine, se da una parte le tariffe Netflix sono a dir poco stracciate anche in Italia, dall'altra bisogna considerare che l'offerta è ancora limitata. I film a catalogo non sono nuovissimi, le serie TV tendono a intercettare un pubblico più giovane – ancora poche le produzioni di sostanza in stile HBO, e soprattutto manca lo sport live che rappresenta il traino di riferimento per il mercato della pay-TV italiana. Fonti vicine a Sky confermano che nel nostro paese sport e calcio sono ancora l'elemento di appeal principale.

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Insomma, il modello Netflix è sicuramente vincente ma senza adeguate infrastrutture e contenuti sportivi difficilmente il colosso statunitense potrà mettere nell'angolo le nostre pay-tv tradizionali.


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