Spazio e Scienze

Non è vero ma ci credo: tutti scienziati fai da te?

Man mano che le notizie di Scienza si moltiplicano su Tom's Hardware, crescono i commenti dei lettori che espongono una loro opinione su determinati fatti o teorie. Opinione spesso non scientificamente provata o argomentata, che per questo attira dure critiche. In realtà quando ho letto "Non è vero ma ci credo. Intuizioni non provate, future verità" ho scoperto che anche gli scienziati più in vista hanno teorie che non sono scientificamente dimostrate. Non è un voler giustificare le "sparate" – che restano tali – ma un far capire che la discussione su argomenti scientifici può essere anche stimolante quando parte da supposizioni e fatti non ancora verificati.

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È esattamente quello che succede su Edge.org, la piattaforma di cui parla John Brockman nel libro, e in cui matematici, cosmologi, fisici, biologi, genetisti e illustri scienziati discutono (anche animatamente) circa quello in cui credono, ma non possono provare. Gli argomenti sono decisamente avvincenti: universi modificati, extraterrestri intelligenti, all'insegna di quella che l'autore definisce "una terza cultura, animata da scienziati e altre persone che riflettono sul mondo empirico e che, grazie al loro lavoro e ai loro scritti esplicativi, si stanno sostituendo agli intellettuali tradizionali nel rendere visibili i significati più profondi della vita, nel ridefinire chi e che cosa siamo".

Una vetrina interessantissima che, ammetto, non conoscevo e che in effetti è di grande stimolo. Preciso subito che l'autore non è uno scienziato, ma un agente letterario che per mestiere conosce molti celebri "cervelloni" nell'ambito scientifico. Il suo lavoro è consistito nel contattarli uno per uno e porre una semplice domanda:

"A volte grandi menti riescono a intuire la verità prima di averne le prove o gli argomenti. Diderot lo definiva esprit de divination. In che cosa credi, anche se non puoi provarlo?".

Qualcuno potrebbe pensare che io potrei fare lo stesso (o di meglio) collezionando i commenti dei lettori di Tom's; purtroppo devo rispondere che il risultato non sarebbe affatto lo stesso, perché la differenza fra le supposizioni/credenze dello scienziato e dell'uomo della strada è che nel primo caso ci sono le conoscenze e gli strumenti per dare un qualche fondamento all'ipotesi e andare alla ricerca delle prove. O per dirla con le parole dell'autore "le risposte raccolte [nel libro] vertono principalmente sulla consapevolezza, la conoscenza, le idee di verità e prova". Una dura verità davanti alla quale tutti prima o poi vengono messi di fronte.

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Qualcuno obietterà che però noi abbiamo Internet, e Google che ci rassicura sfornando dal suo motore di ricerca le risposte sempre corrette. Ecco che qui gli insegnamenti di Feynman tornano buoni, perché concordo con l'autore quando fa notare che "stiamo affrontando un eccesso di certezze" che ci dà un'ingenua sensazione di sicurezza. Una constatazione rischiosa, perché con questo atteggiamento rischiamo di andare verso un futuro in cui saremo capaci di avere tutte le risposte, ma forse non saremo più in grado di porci le domande.

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È proprio qui che sta il confine fra il rigore e l'intransigenza scientifica. Perché come capirete leggendo questo libro c'è una linea di demarcazione piuttosto definita fra i due ambiti, che i professionisti del mestiere conoscono, ammettono e non disdegnano. Noi facciamo fatica a individuarlo per mancanza di solide basi scientifiche, per paura d'ingrassare la folta schiera di creduloni, per supponenza o per quello che volete. In realtà la storia (anche della Scienza) insegna che l'apertura mentale è fondamentale, che i "pazzi" che sono usciti dal seminato con idee sopra alle righe hanno spesso portato il progresso, chi si è avvinghiato anima e corpo a quanto già scientificamente assodato non ha mosso un passo avanti. Un esempio su tutti: leggete un libro a caso (basta che sia ben fatto) sulla vita di Einstein e scoprirete come e perché era deluso da alcuni suoi professori.

Foto: © pirayesh/ Depositphotos
Foto: © pirayesh/ Depositphotos

Una lettura illuminante, oltre che divertente perché – senza fare spoiler – fra universi geneticamente modificati, computer più veloci della luce e interpretazioni alternative dell'evoluzionismo darwiniano, ce ne sono delle belle!

Discalimer: questo è un invito ad aprire la mente, non a incendiare le tastiere scrivendo castronerie inenarrabili spacciate per teorie!

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