Tecnologia

Odiatori da tastiera, la UE sgrida i colossi del Web

Tirata d'orecchie per Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft da parte della Commissione Europea: sarebbero colpevoli di non aver preso rapidamente provvedimenti contro il cosiddetto "hate speech", ossia i messaggi di incitamento all'odio e al razzismo, che spesso si diffondono proprio sui social network.

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‎A fine maggio le aziende in questione hanno infatti aderito a un "‎‎Codice di condotta‎‎" per contrastare in maniera più efficace il dilagare di questo genere di post sulle proprie piattaforme.

Tra gli obiettivi fissati c'era anche quello di controllare le notifiche ed eventualmente bloccare dopo verifica i relativi post entro 24 ore. Secondo un recente rapporto presentato alla Commissione però, le aziende hi-tech rispetterebbero questo obiettivo soltanto nel 40% dei casi.

‎"Se Facebook, YouTube, Twitter e Microsoft desiderano convincere me e i ministri che l'approccio non legislativo possa davvero funzionare, dovranno agire in fretta e fare un grande sforzo nei prossimi mesi", ha dichiarato secondo il Financial Times Vera Jourova, Commissario responsabile per la giustizia, i consumatori e l'uguaglianza di genere per la Commissione europea.

Leggi anche: UE, codice di condotta contro l'incitamento all'odio online

‎Il tasso al quale i post sono rimossi nel tempo stabilito varia comunque molto in base ai Paesi presi in considerazione. Ad esempio in Germania e Francia ha superato anche il 50%, mentre in Austria si ferma all'11%, toccando un misero 4% in Italia. ‎

Antisemitismo, origine nazionale e odio verso i musulmani sono le tre categorie principali che insieme rappresentano la maggioranza dei contenuti notificati. Al momento tutte le aziende coinvolte non hanno ancora replicato alle accuse.

Per ogni notizia cattiva però ce n'è sempre anche una buona e così le stesse aziende che a quanto pare non stanno facendo abbastanza per mettere un freno agli odiatori da tastiera si stanno organizzando per contrastare i terroristi sui propri network.

Microsoft e le altre infatti hanno intenzione di creare un database condiviso in cui saranno raccolti foto e video usati per fare adepti. L'identificazione avverrà tramite l'apposizione di un codice univoco, una sorta di impronta digitale, che aiuterà gli operatori a riconoscere e rimuovere i contenuti pericolosi.

hate speech

‎Foto e video contrassegnati dal database però non saranno comunque rimossi automaticamente dalla piattaforma, hanno spiegato le aziende impegnate nell'accordo. Al contrario, ciascuna di esse dovrà riesaminare il contenuto e determinare autonomamente se violi i propri termini di servizio. ‎