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Sicurezza

Oltre 300 siti web in silenzio per protestare contro la CISPA

Anonymus ha coinvolto con una giornata di blackout, centinaia di siti web nella protesta contro la CISPA.

A diversi fusi orari, ieri, 22 aprile, Anonymous e altri siti web (oltre 300) legati al gruppo di hactivisti hanno iniziato lo "sciopero del web", mettendo offline i propri siti per protestare contro la legge  chiamata "Cyber Intelligence Sharing and Protection Act" (CISPA) che è stata recentemente approvata dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. La proposta di legge permetterebbe al governo americano di accedere a tutto il traffico di dati internet tramite una semplice richiesta scritta ai gestori dei servizi o ai produttori dei dispositivi.

Anonymous e gli altri gruppi che sono stati coinvolti nel "blackout del web" stanno usando l'hashtag #CISPAblackout e #StopCISPA. L'azione è destinata ad essere una ripetizione di quella effettuata lo scorso anno contro la SOPA, che però vide la partecipazione di siti molto importanti come Wikipedia e Google. La protesta contro la CISPA sembra essere per lo più limitata a gruppi di hacker e sostenitori di Anonymous. Allo stato attuale, infatti non ci sono grandi siti web nella lista dei partecipanti

L'ennesimo attacco alla privacy dei cittadini viene portato avanti nel nome della protezione della sicurezza pubblica. Lo scopo è sicuremante lodevole, ma i mezzi usati ci stanno portando inesorabilmente verso un futuro da "grande fratello". 

Oltre ai siti web, la protesta è estesa ad alcuni account Twitter e Facebook di Anonymous che hanno deciso di rimanere in silenzio per tutta la giornata. Altri stanno usando una campagna twibbon o l’hastag #StopCISPA nell’immagine principale del proprio profilo. La CISPA ha passato la votazione della Camera dei Rappresentanti la scorsa settimana con 288 voti a favore e 127 voti contrari.

Il disegno di legge proposto ha attirato pesanti critiche da parte dei sostenitori della privacy i quali temono che la sua approvazione potrebbe aumentare in maniera considerevole l'accesso delle forze dell'ordine ai dati personali dei cittadini, senza le debite garanzie.

CISPA deve ancora affrontare molti ostacoli prima di diventar legge e la Casa Bianca ha minacciato di porre il veto se necessario. Perché non diventi leggi sarebbero necessari due terzi della maggioranza sia all Senato sia alla Camera. Preoccupa però il fatto che alla Camera il disegno di legge sia già stato approvato.