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OnlyFans: come gestire un account

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I mesi di lockdown da cui stiamo uscendo hanno visto, fra le altre cose, l’ascesa di OnlyFans, diventato molto popolare fra il pubblico. La piattaforma, lanciata nel 2016, è una subscription-based platform, che si è attirata molte attenzioni per l’atteggiamento di favore rispetto alla produzione e la diffusione di contenuti per un pubblico adulto. Con lo stop ad eventi e la chiusura di cinema e teatri, tuttavia, in tanti hanno visto in OnlyFans un’occasione in più per mantenere vivo il rapporto con la propria fan base e per farsi conoscere. In moltissimi casi con materiali e contenuti di carattere non erotico.

A dispetto dell’immagine che si è diffusa sui media, infatti, OnlyFans è sfruttato da creator dei più svariati ambiti per fornire dei contenuti aggiuntivi al proprio pubblico e per avere un canale diretto di comunicazione. Insomma, uno strumento decisamente utile. Prima di lanciarsi sulla piattaforma, però, sarebbe opportuno avere un’idea delle condizioni contrattuali che creator e fan devono accettare per accedervi. Vediamoli assieme. 

OnlyFans: come funziona

Prima di tutto, ricordiamo brevemente che OnlyFans è un sito web che offre un servizio di intrattenimento tramite abbonamento. Chiunque crei dei contenuti destinati ad un pubblico online, dunque, può iscriversi e caricare i propri materiali. In questo modo, potrà farsi conoscere dall’altra tipologia di utenti: i fan, che pagano gli abbonamenti.

Il meccanismo di funzionamento, dunque, sembra semplice. Del resto, è molto simile a quello Patreon, altra subscription-based platform molto apprezzata da autori, creator e artisti online.  In realtà, però, sono molte le questioni sottese a questa tipologia di social.

OnlyFans: come guadagnare

Una delle domande che si fanno in molti è come guadagnare con OnlyFans. Se siete alle prime armi, sarà di fondamentale importanza capire che OnlyFans, quale compenso per i servizi forniti dalla piattaforma, trattiene, con accade di regola in questi casi, una somma parti al 20% su tutti i cosidetti “Fan Payments”. Dunque, gli importi degli abbonamenti saranno solo parzialmente devoluti al creator.

La questione, poi, si fa più complessa per gli artisti con una carriera più consolidata, che gestiscono la propria attività anche tramite manager ed agenzie. In astratto, infatti, potrebbe sorgere un conflitto tra la piattaforma ospitante e il manager o l’agenzia del talent, dal momento che, in un certo senso, entrambi svolgono la funzione di “intermediari”. A tal proposito, Onlyfans prevede nelle proprie condizioni generali che le agenzie non possono aprile profili Creator. Ne consegue, dunque, che vi sarà sempre un rapporto diretto tra il creator e la piattaforma, anche per quanto riguarda eventuali profili di responsabilità.

Photo credit - depositphotos.com

Nella prassi, poi, è frequente che l’attività di intrattenimento online sia svolta mediante società: in questi casi, i profitti verrebbero percepiti in prima battuta dall’ente e non, invece, dalla persona fisica. OnlyFans, consapevole di questo fatto, consente ai creator di utilizzare le loro società per percepire i profitti. Bisognerà, però, fornire idonee garanzie, fra cui, ad esempio, dimostrare di avere un controllo di maggioranza sulla società.

OnlyFans: la proprietà intellettuale dei contenti

Un altro aspetto importante per un creator è la proprietà intellettuale sui propri contenuti.

A tal proposito premettiamo che quando si caricano dei contenuti su OnlyFans (così come su ogni altro social), si accettano tutta una serie di condizioni che riguardano la gestione della proprietà intellettuale nei confronti della piattaforma stessa e degli altri utenti.

Quanto ai fan, si prevede che, con l’abbonamento, essi acquisiscano una licenza per accedere ai materiali e per farne una copia nei limiti in cui è necessario a riprodurli (es., caching). La licenza, poi, avrà diversi vincoli: sarà non trasferibile, non sublicenziabile e non esclusiva e scadrà, fra gli altri motivi, al momento con il termine dell’abbondamento.

Maggior attenzione, invece, andrà prestata per OnlyFans. La piattaforma, infatti, dichiara di non acquisire la proprietà dei contenuti (art. 10.d delle Condizioni Generali “Whilst we do not own your Content..”). Tuttavia, il creator sarà tenuto a cedere con licenza perpetua, non esclusiva, valida in tutto il mondo e ritrasferibile le facoltà di utilizzazione economica degli stessi (art. 10, lett. b e c delle Condizioni generali). La previsione della perpetuità è particolarmente delicata: infatti, comporterebbe che i materiali potrebbero essere usati da OnlyFans anche dopo la chiusura dell’account. A ciò, peraltro, si aggiunge il fatto che le facoltà di utilizzo, come avviene di regola per queste piattaforme, sono molto ampie: fra queste, ad esempio, ci sono quelle di pubblicare, performare, distribuire, tradurre e creare traduzioni dei contenuti.

La legge applicabile

Facciamo, poi, un breve accenno ad alcune clausole particolarmente onerose per gli utenti di OnlyFans.

Per i business users (tra cui rientrano i creator) si prevede che il contratto sia regolato dalla legge inglese. Inoltre, qualsiasi eventuale disputa legale sarà devoluta ai giudici di Inghilterra e Galles. Com’è intuibile, molti potrebbero essere scoraggiati dal far valere i propri diritti, specie dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. 

I contenuti espliciti

Come dicevano prima, i contenuti a sfondo sessuale sono uno degli elementi che più chiacchierato di OnlyFans. Questo non vuol dire, però, che non ci siano regole. Se ne occupa la cosiddetta “Acceptable Use Policy”. La particolarità di questo regolamento è che con esso non sono vietati i contenuti erotici, ma sono previsti dei paletti rispetto a taluni comportamenti considerati illeciti: ad esempio, è vietato l’upload di contenuti raffiguranti stupri, mancanza di consenso, mutilazione genitale, revenge porn e prostituzione. L’ambito è quindi diverso da quello di altri social, come, ad esempio, Facebook, che invece prevede la rimozione “per impostazione predefinita immagini di carattere sessuale per impedire la condivisione di contenuti non consensuali o con minorenni”. Del resto, per iscriversi su OnlyFans bisogna essere maggiorenni.

Verificare l’età effettiva degli utenti, però, è un altro paio di maniche, diritto Oltretutto, la giurisprudenza italiana ha chiarito che risponde del delitto di pornografia minorile anche colui che, pur non realizzando il materiale pedopornografico, abbia istigato o indotto il minore a farlo. E non avrebbe valore esimente il fatto che le immagini  pedopornografiche detenute siano selfie, oppure il fatto la vittima possa ritenersi “avvezza” alla divulgazione di proprie immagini erotiche (Cass. 31192/2020 e 2252/2020). Peraltro, in un mondo vario come quello di internet, potrebbe essere incerta anche l’individuazione della natura erotica di un’immagine, ipoteticamente considerabile tale a prescindere dalla presenza di nudità o di pratiche sessuali.

Conclusione

Per concludere, non possiamo che constatare che OnlyFans, come ogni altro social, è uno strumento che – se utilizzato in modo improprio – potrebbe portare ad illeciti con conseguenze, anche molto gravi. È importante evidenziare che si tratta, però, di ipotesi residuali e patologiche.

Ai Creator intenzionati ad aprire un proprio spazio su OnlyFans, invece, consigliamo di prestare estrema attenzione – in questo caso, come con tutte le altre ipotesi simili – alle norme previste dalle condizioni generali di contratto, prime fra tutte (ma non solo) quelle relative alla gestione del diritto d’autore, al rapporto con la piattaforma e al sistema di retribuzione. Se doveste avere dubbi o voleste una consulenza al riguardo da professionisti del settore, vi consigliamo di contattare il nostro partner Studio Legale FClex.