Spazio e Scienze

Pannelli solari con efficienza del 90% grazie ai nanotubi di carbonio

Si chiama NovaSolix la società che sta sviluppando pannelli solari con un’efficienza del 90%. Al momento è ancora un sogno, ma in teoria l’uso di nanotubi di carbonio lo può rendere realtà. Alla base del progetto c’è la rectenna, un tipo di antenna inventato negli anni sessanta per convertire le microonde in energia elettrica.

L’idea di NovaSolix è proprio quella di convertire la parte non visibile dello spettro elettromagnetico, ottenendo così più energia rispetto agli attuali pannelli solari, che oggi nel migliore dei casi arrivano più o meno al 20%. Le antenne hanno un’efficienza maggiore rispetto ai sistemi fotovoltaici classici, ma non è tutto.

Le antenne di NovaSolix sono realizzate in nanotubi di carbonio, e sono abbastanza piccole da “agganciare” le lunghezze d’onda nanometriche della luce solare. “Una volta perfezionate, le antenne NovaSoliz cattureranno molta più energia dal sole e con molta più efficienza, arrivando vicino al 90%”.

Finora la società è già riuscita a produrre diodi velocissimi, i più veloci al mondo secondo loro, che rappresentano un elemento cruciale nella conversione energetica. Unendo tecnologie produttive nate recentemente l’azienda ha “creato una tecnologia che non era possibile fino a pochi anni fa”. E, affermano, produrre pannelli solari con questa tecnica sarebbe anche meno costoso rispetto a quelli attuali.

Per quanto NovaSolix definisca rivoluzionario il proprio progetto, sono anche i primi a riconoscere che non si tratta di una novità assoluta: ci sono studi precedenti su questi temi, che costituiscono in effetti le fondamenta di questo progetto industriale.

La differenza forse sta proprio nel fatto che in questo caso abbiamo una società fatta e finita, con NovaSolix, e l’intenzione di fare profitto – una differenza notevole rispetto alle ricerche precedenti, che erano limitate (per così dire) ai laboratori universitari.

Al momento comunque non ci sono date per la produzione commerciale. Stando alle loro dichiarazioni avrebbero già raggiunto un’efficienza del 43% con i primi prototipi, e sono ora alla ricerca di finanziamenti per andare avanti. Non sarà facile, in un settore che è ogni giorno più competitivo e dove gli investitori trovano sempre meno ragioni per prendere in considerazione tecnologie alternative.

I pannelli si potrebbero costruire usando gli stessi impianti degli schermi televisivi, tant’è che i rappresentanti dell’azienda sarebbero intenzionati a comprarne di usati per avviare le attività. Servirebbero circa 4 milioni di dollari, per iniziare la produzione di pannelli con un’efficienza di circa il 45%. La cifra proposta sembra un’inezia se comparata a quanto promettono, vale a dire elettricità che costa 0.3 centesimi di dollaro al kW – circa dieci volte meno rispetto ai migliori prezzi odierni.

E non si tratta solo di elettricità per gli edifici. Pannelli come questi potrebbero in effetti cambiare profondamente il settore delle auto elettriche, che diventerebbero pressoché a costo zero; e poi i droni, le tecnologie aerospaziali e molto altro ancora. Possiamo solo sperare che NovaSolix mantenga le promesse. Anzi, nel caso specifico se anche le mantenesse solo in parte sarebbe già una svolta memorabile.