Spazio e Scienze

Parmitano: il rientro sulla Terra è come le montagne russe

Luca Parmitano è rientrato questa mattina alle 4:50 ora italiana sulla Terra dopo 166 giorni passati sulla Stazione Spaziale Internazionale. Dopo più di cinque mesi fra le stelle e due passeggiate spaziali – le prime di un astronauta italiano – questa notte Parmitano è salito a bordo della navicella russa Soyuz insieme alla collega Karen Nyberg e al comandante Fyodor Yurchikhin. C'era anche un passeggero d'eccezione per non far mancare l'ennesimo primato: la torcia olimpica dei giochi invernali di Sochi, in Russia.

A mezzanotte la Soyuz si è sganciata dalla ISS e alle 3:56 si sono accesi i razzi propulsori che permettono alla navicella di uscire dalla sua orbita per iniziare la discesa verso la Terra. L'atterraggio è avvenuto come da programma nel deserto del Kazakistan ed è stato sugellato da un tweet che ha fatto il giro del mondo grazie alla moglie Kathy: "I'm home", sono a casa.

Luca Parmitano è tornato sulla Terra

Proprio i social network e la comunicazione mediatica della 37ma missione hanno reso i suoi protagonisti tra gli astronauti più amati della storia, e hanno appassionato al loro lavoro e alle loro vicissitudini milioni di persone comuni. Ora Luca Parmitano e i suoi colleghi sono in viaggio per l'aeroporto di Houston, Texas, dove questa sera potranno riabbracciare i propri cari. Tutto è andato come previsto, e con la solita allegria il nostro connazionale ha descritto alla moglie il viaggio di rientro come "il giro sulle montagne russe più emozionanti del mondo".

Adesso inizia la fase di riabilitazione, indispensabile dopo quasi sei mesi in assenza di gravità. Il nostro astronauta infatti potrà tornare a camminare fra un mese, pena fratture alle ossa e le difficoltà intrinseche per recuperare il senso dell'equilibrio. Per questo, nonostante il buono stato di salute, gli astronauti sono stati estratti dalla Soyuz e trasportati a bordo di speciali lettighe.

L'accoglienza al rientro

Luca Parmitano è stato il quinto astronauta italiano ad andare sulla ISS, grazie all'accordo bilaterale dall'Agenzia Spaziale Italiana e la NASA. A fronte della fornitura alla NASA di tre moduli pressurizzati abitativi (MPLM – Multi Purpose Pressurized Module) e del PMM (Permanent Multi-purpose Module) per la ISS, l'ASI ha diritto a parte delle risorse della ISS per effettuare esperimenti in microgravità e a garantire agli astronauti italiani l'opportunità di missioni sia di breve sia di lunga durata. Quella di Parmitano è stata soprannominata "Volare" in nome di Domenico Modugno.

"Volare è stata una missione straordinaria, eccezionale sotto ogni punto di vista, che ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Ancora una volta, oggi più che mai, il nostro Paese ha saputo dimostrare che sa funzionare e che è capace di realizzare importanti progetti di portata internazionale. La missione di Luca Parmitano rappresenta il connubio perfetto tra scienza e ricerca ed è il simbolo della nostra abilità tecnologica. Luca Parmitano è stato il primo italiano a fare attività extraveicolari e la sua è stata la prima missione di lunga durata per l'ASI: l'Agenzia Spaziale Italiana e tutta l'Italia devono esserne orgogliose. Ora attendiamo i risultati delle sperimentazioni effettuate da Parmitano sulla Stazione e nel frattempo, l'appuntamento è tra un anno, quando sulla casa orbitante approderà la prima italiana: Samantha Cristoforetti" ha dichiarato Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.

Se l'avete persa leggete l'interessante intervista che abbiamo fatto con Samantha, e preparatevi a leggere quella con Luca Parmitano: ci stiamo lavorando.