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Perché in India ci sono le tariffe dati per smartphone più basse del mondo?

L’India è il Paese che ha le tariffe smartphone per il traffico dati più basse del mondo, almeno secondo una recente indagine della BBC. Si parla mediamente di 23 centesimi di euro al GB contro una media globale di 7,51 euro al GB, anche se in verità molti utenti indiani sostengono che con le offerte riescono a spendere ancora meno. In Europa comunque è proprio l’Italia uno dei Paesi più economici.

Il motivo di questa fase low-cost del mercato, secondo gli addetti ai lavori è legato all’esigenza degli operatori di far crescere velocemente la base clienti. Insomma, non sarà sempre così: è una fase di transizione.

A titolo di esempio BBC ha raccontato l’esperienza di un consulente finanziario che lavora a Londra e si reca spesso in India. Nel Regno Unito paga circa 15,20 euro al mese  per traffico voce e SMS illimitati con 3 GB di dati – non ha bisogno di molto perché il Wi-Fi metropolitano è diffuso ed economico. In India con offerte da 7,8 euro al GB è ampiamente soddisfatto, ma bisogna considerare anche che è circa 70mila volte la paga locale giornaliera.

Lontano dalle grandi metropoli indiane le tariffe scendono ulteriormente. A Gurgaon, un sobborgo di Delhi si possono strappare chiamate illimitate e 42 GB di traffico 4G – con una soglia massima giornaliera di 1,5 GB – per meno di 3,5 euro al mese.

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Nel settore ha fatto piuttosto clamore la scalata compiuta negli ultimi tre anni dal nuovo operatore Reliance Jio. A dicembre 2018 contava già 280 milioni di abbonati grazie a una strategia basata su trial gratuito, terminali entry-level 4G e piani tariffari a partire da 1,17 euro al mese.

L’India a dicembre 2018 ha raggiunto i 500 milioni di abbonati mobili broadband, ma solo 18 milioni di questi dispongono di contratti residenziali. Di tutti gli abbonati mobili del paese – circa 1,17 miliardi, il 55% vive in aree urbane. Ecco spiegato il motivo per Reliance Jio, con il broaband mobile è riuscita a compiere il grande salto.

Gli altri principali operatori indiani sono stati costretti a competere abbassando le tariffe per non perdere troppi clienti. Il risultato però è che in questi tre anni su 10 compagnie ne sono rimaste 4.

Il problema, secondo Rajan Mathews della Cellular Operators Association of India, è che il business non è sostenibile soprattutto se si considera l’esigenza di investire per ampliare la copertura e offrire maggiore qualità dei servizi. Mukesh Ambani, presidente di Reliance Industries, ha sottolineato però che la rete di Jio, ad esempio, ha solo un quinto della sua capacità di rete impegnata. “Potremmo moltiplicare la nostra base clienti senza ulteriori investimenti

Nikhil Pahwa, la cui testata MediaNama monitora l’economia digitale indiana, ha ricordato però che prima dell’avento di Jio c’era di fatto un cartello virtuale che manteneva le tariffe alte e generava un incredibile margine del 30%. L’abbassamento ha consolidato il mercato.