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Telco

Perché la fibra non arriva nella mia città?

Le telco cablano in fibra le stesse città? Non è che rispondono a una precisa strategia legata a domanda e condizioni ambientali? Qualche risposta.

In Italia lo sviluppo della rete in fibra prosegue, ma secondo molti utenti sembrerebbe concretizzarsi nelle stesse città di sempre. Eppure TIM conferma che entro la fine dell'anno attiverà servizi fibra fiber-to-the-cab (FTTC) in circa 600 città – sono già almeno 500, Fastweb toccherà quota 500 entro il 2020 – sono già una cinquantina, Vodafone è presente in più di 400 città di cui 96 su rete propria. 

Grazie a KPNQwest è possibile scoprire se il proprio indirizzo è coperto da almeno una rete in fibra.

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Considerato che il 30% della popolazione italiana è concentrato nei 12 agglomerati urbani principali (Roma, Milano, Napoli, Torino, etc.) e la maggioranza in circa 86 secondari è intuibile quale sia la strategia delle telco per raggiungere l'obiettivo di fornire connettività ad almeno 30 Megabit al 100% della popolazione e 100 Megabit al 50% entro il 2020.

Prima le grandi città, o comunque quelle ad alta densità abitativa, sfruttando le reti in fibra esistenti e poi quelle secondarie con nuovi progetti. Dopodiché non si può prescindere da altri fondamentali parametri per farsi un'idea di come procedono i lavori. Oltre alla densità, si valuta la ricchezza, il profilo demografico in relazione all'età, insomma la potenziale domanda. Senza contare le condizioni ambientali.

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Prezzi 8-12 Mbps con telefono (Oct 2015)

TIM e Fastweb lo scorso aprile hanno ammesso che attualmente solo un utente su 10 si abbona ai servizi fibra. Insomma, chi è coperto non ne approfitta. Se a questo dato si aggiunge che il 27,9% degli italiani non è mai andato su Internet (Fonte UE Commission 2015) e che solo il 62,1% vi accede tutti i giorni, si delinea uno scenario avvilente. Sia per chi desidera maggior impegno da parte delle telco, sia per le telco stesse.

Il 72,8% degli abbonamenti italiani è nella fascia 1 – 10 Mbps, contro il 35,7% della Germania e il 23% della media europea. Le prestazioni insomma sono basse. Fra i 10 e 30 Mbps abbiamo solo il 20,7% degli abbonamenti, contro una media UE del 45,5%. La debacle è nella fascia compresa tra 30 e 100 Mbps dove l'Europa viaggia al 19,2% e noi solo al 4,47%.

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Prezzo sopra i 100 Mbps con telefono

Potrebbe essere anche una questione di prezzo? Sicuramente in fascia bassa (Internet 8/12 Mbps + telefonia) siamo fra i paesi più cari, ma quando si parla di pacchetti fibra ad alte prestazioni i listini sono competitivi. Se a ottobre 2015 la soglia era di circa 50 euro, adesso gli operatori offrono pacchetti scontati del 40%.

In sintesi, la sviluppo della rete prosegue e ha come priorità le città dove potrebbe esservi maggiore domanda. Corretta l'operazione di incentivare con le gare Infratel lo sviluppo nelle aree in digital divide, ma non bisogna farsi false illusioni: non è scontato che i consumatori si abbonino.

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Digital Skill degli italiani

E non è tanto una questione di prezzi bensì di competenze digitali. Perché se è vero che la percentuale di italiani che impiega il PC al lavoro (41%) è poco sotto la media europea (49%), il livello base (digital skill) della popolazione non supera il 24% – l'Europa è al 27%. Analizzando le competenze degli internauti italiani la situazione migliora ma rimane pur sempre al 36,6%.