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Photo Wake-Up, l’algoritmo che dà vita ai personaggi nelle foto

Ricercatori dell'Università di Washington hanno messo a punto un algoritmo in grado di animare tridimensionalmente i personaggi presenti nelle foto bidimensionali. Per la computer vision si tratta di un avanzamento cruciale, ma ci avvicina anche di un altro passo alla post-realtà.

Alcuni ricercatori dell’Università di Washington hanno messo a punto un algoritmo in grado di animare tridimensionalmente i personaggi delle foto bidimensionali. Si chiama Photo Wake-Up e costituisce un importante avanzamento per la cosiddetta computer vision, perché fornisce una soluzione a un problema complesso, ovvero ricavare l’informazione che manca a partire da quella presente in una foto. In teoria infatti un personaggio di profilo potrebbe comunque essere animato a 360 gradi e visto in realtà aumentata nella sua interezza.

La ricerca, pubblicata su Arxiv, sarò presentata a discussa dagli autori nella giornata di oggi, durante la Conference on Computer Vision and Pattern Recognition in svolgimento a Long Beach, California. “Si tratta di un problema fondamentale in computer vision”, ha spiegato il co-autore Ira Kemelmacher-Shlizerman, professore associate presso la Paul G. Allen School of Computer Science & Engineering dell’Università di Washington. “La grande sfida qui è infatti costituita dall disponibilità di un input proveniente da una fotocamera in una singola posizione, in cui quindi parte della persona non è visibile. Il nostro lavoro combina avanzamenti tecnologici e visualizzazione creative applicandoli a un problema ancora aperto”.

‎Secondo i ricercatori le applicazioni di questa nuova soluzione potrebbero essere diverse, dalla possibilità per i videogiocatori di creare un proprio avatar a partire da una singola immagine, a quella per i visitatori di un museo di interagire con i quadri esposti, fino a giochi che consentano ai bambini di dare vita ai loro disegni.

Come sempre si tratta di esempi positivi, ma gli scienziati sottovalutano o tengono in scarsa considerazione anche i pericoli insiti in questo tipo di tecnologie, che ci avvicinano di un altro passo alla post-realtà, in cui definire cosa è vero e cosa non lo è sarà praticamente impossibile, con implicazioni difficilmente immaginabili, soprattutto in campo politico, ma anche privato, basti pensare alla possibilità di ricatto di personaggi famosi messi in situazioni imbarazzanti in cui non sono mai stati.

Potrebbe sembrare un episodio di Black Mirror, ma sappiamo già che tecnologie come deepfake sono così difficili da rilevare che presto nemmeno le intelligenze artificiali saranno in grado di dire con certezza cos’è vero e cosa no, per non parlare dei nuovi algoritmi che consentono di manipolare anche il parlato.