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PillCam, addio colonscopia: ora l’intestino si filma con la videocapsula

Si chiama PillCam 2 ed è una videocapsula endoscopica, ossia un dispositivo grande quanto una comune pillola ma contenente due videocamere miniaturizzate, in grado di filmare ciò che vedono durante il viaggio attraverso l’intestino. In Italia questa tecnica, che va a sostituire la tradizionale colonscopia decisamente più invasiva, è usata soprattutto nel reparto di Gastroenterologia di Ravenna, all’avanguardia per questo genere di esame.

Al suo interno la capsula monouso, che misura 27 mm di lunghezza per 11 mm di diametro, racchiude due videocamere, una batteria, un microchip e l’antenna per trasmettere i dati raccolti. Il suo utilizzo è semplice e non richiede particolari disposizioni. Prima della somministrazione infatti il paziente dovrà restare a digiuno per le precedenti 12 ore, come accade per molti altri esami, e assumere purganti per pulire l’intestino in modo che la capsula non trovi ostacoli durante il viaggio.

capsula_endoscopica

Una volta ingerita invece il paziente potrà riprendere tutte le sue normali attività, avendo solo cura di ingerire liquidi non prima di due ore dalla somministrazione della videocapsula endoscopica e fare una colazione leggera dopo quattro ore. I dati saranno trasmessi a un registratore ospitato su una fascia che andrà indossata sull’addome. Una volta raccolti infine saranno trasferiti su PC e analizzati.

Il personale del reparto di gastroenterologia di Ravenna

In realtà questa soluzione è commercializzata già da quasi due decenni (in Italia il primo modello è giunto nel 2001), ma tranne in alcuni reparti di gastroenterologia particolarmente all’avanguardia come quello di Ravenna, non è ancora molto utilizzata. L’ultima versione è disponibile in ben quattro diversi modelli, ciascuno ottimizzato per un preciso segmento o patologia gastrointestinale. L’utilizzo di videocapsule di questo tipo non solo risulta meno invasivo per il paziente, ma consente allo staff medico di eseguire analisi prima impossibili con la colonscopia tradizionale.

In particolare ad esempio è ora possibile filmare dall’interno il piccolo intestino, un tratto di 6 metri prima analizzabile esclusivamente tramite intervento chirurgico o radiografia, ma fondamentale in casi di celiachia resistente ai trattamenti, di malattia di Crohn difficile da diagnosticare o ancora di malattie genetiche come ad esempio la Sindrome di Peutz-Jeghers, che nel tempo possono portare anche a sviluppare tumori all’intestino.

La pillola miniaturizzata con cui viaggiare all’interno del corpo umano richiama alla memoria il film di Joe Dante, Salto Nel Buio, o il predecessore a cui è ispirato, Viaggio Allucinante. Li avete mai visti?