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Pixel microscopici per schermi colossali, rivoluzione in arrivo per il settore?

All'Università di Cambridge hanno messo a punto nuovi pixel 1 milione di volte più piccoli degli attuali, in grado di assicurare immagini nitidissime e leggibili anche in pieno sole. Consentiranno di realizzare schermi colossali grazie al loro costo contenuto.

Una sfera d’oro, avvolta in un polimero in grado di cambiare colore quando attraversato dall’elettricità, adagiato su una superficie flessibile e riflettente: semplificando è sostanzialmente la ricetta alla base dei nanopixel messi a punto dall’Università di Cambridge, 1 milione di volte più piccoli dei pixel attuali, che promettono di rivoluzionare il settore dei display.

Senza scendere in tecnicismi eccessivi (chi è interessato trova la ricerca a questo link) le capacità di questi nanopixel sono incredibili. Anzitutto sono poco costosi e anche più green perché richiedono pochissima energia per funzionare. Ciascun nanopixel infatti è formato da una sferetta d’oro delle dimensioni di un miliardesimo di metro (mille micron), avvolta da un polimero chiamato polianilina, la cui capacità è di cambiare colore a seconda della corrente elettrica che lo attraversa. Il tutto è poi adagiato su uno strato plastico flessibile e riflettente.

Questo ha portato a costi di produzione molto bassi (gli schermi attuali sono invece costosi perché con le tecnologie correnti per aumentare le dimensioni serviva combinare strati multipli in maniera complessa) e a consumi ridotti. Il nanopixel inoltre consuma appena 0,2 joule di potenza per ogni cambio di colore, un’inezia rispetto ai display attuali ma anche 10 volte inferiore ai cosiddetti E-ink display usati per gli eReader, nonostante una definizione dell’immagine decisamente superiore.

Ma oltre a essere economico e poco inquinante, il nanopixel ha diversi altri pregi. Display di questo tipo infatti hanno un’ottima resistenza e durevolezza nel tempo, e possono riprodurre una più ampia scala di colori.

Photo credit - depositphotos.com

Le possibilità sono enormi. Si potranno realizzare TV di grande diagonale a prezzi assai inferiori agli attuali, ma si potranno anche avere smartphone con display incredibili il cui funzionamento però non impatta negativamente sull’autonomia. La tecnologia inoltre sarà impiegabile anche in altri contesti, ad esempio per realizzare vestiti o addirittura rivestimenti per interi palazzi, in grado di cambiare colore, con un semplice fine estetico ma anche funzionale, basti pensare a un palazzo che possa diventare bianco nei periodi più caldi dell’anno o scuro in quelli più freddi aumentandone la capacità di regolazione termica e consentendo di risparmiare sull’uso di riscaldamento e climatizzatori.

Ora i ricercatori stanno lavorando per espandere la gamma cromatica ma sono già in cerca di partner tecnologici per sviluppare ulteriormente la tecnologia e renderla disponibile alla produzione in volumi. La sensazione comuqnue è che se tutto andrà per il meglio non passerà molto prima che una tecnologia così promettente arrivi sul mercato.