Spazio e Scienze

Plutone è un vero pianeta, la definizione è sbagliata!

Plutone è o non è un pianeta? La questione è dibattuta da anni, e aveva riguadagnato l'onore delle cronache durante la missione New Horizons. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, Plutone è meno massiccio di sette delle lune presenti nel Sistema Solare – la Luna della Terra, i quattro satelliti galileiani di Giove, la luna di Nettuno, Tritone, e la luna di Saturno, Titano. Inoltre esercita solo effetti gravitazionali minori sui corpi che lo circondano. Quello che alla sua scoperta fu chiamato pianeta quindi nel 2006 (76 anni dopo) fu declassato al ruolo di pianeta nano.

Questo suscitò molte opposizioni, che ripresero vigore quando arrivarono a Terra i dati registrati da New Horizons durante il flyby del 14 luglio 2015, da cui emergeva che Plutone è più grande di quanto si pensasse. L'auspicata riqualificazione tuttavia non avvenne perché "la taglia" di Plutone non era comunque sufficiente per far fronte ai parametri fissati dall''International Astronomical Union, responsabile della gestione della nomenclatura astronomica.

New Horizons in passaggio ravvicinato su Plutone   creazione artistica
New Horizons in passaggio ravvicinato su Plutone – creazione artistica

Ora però una nuova ricerca dell'Università della Florida argomenta che le ragioni per le quali Plutone ha perso il suo status di pianeta non sarebbero valide. La decisione del 2006 fu dettata (anche) dal fatto che la gravità di Nettuno influenza Plutone, che a sua volta condivide l'orbita con gas e oggetti congelati nella fascia di Kuiper. Per maggiori dettagli sull'attuale sistema di classificazione dei pianeti rimandiamo a questo articolo. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Icarus tuttavia tale standard per la classificazione dei pianeti non sarebbe supportato nella letteratura.

Philip Metzger del Florida Space Institute, autore principale dello studio, ha esaminato la letteratura scientifica degli ultimi 200 anni e ha trovato una sola pubblicazione risalente al 1802 in cui si trovava il requisito di compensazione dell'orbita per la classificazione dei pianeti. Secondo Metzger "la definizione dello IAU sostiene che l'oggetto fondamentale della scienza planetaria, il pianeta, dovrebbe essere definito sulla base di un concetto che nessuno scienziato usa, escludendo in funzione di questo il secondo pianeta più complesso e interessante nel nostro Sistema Solare". E ancora: "abbiamo una lista di oltre 100 esempi recenti di scienziati planetari che usano la parola "pianeta" in un modo che viola la definizione dello IAU, ma lo fanno perché è funzionale".

Montagne su Plutone
Montagne su Plutone

La conclusione di Metzger è quindi che quella dello IAU "è una definizione approssimativa": il coautore dello studio Kirby Runyon del laboratorio di Fisica applicata dell'Università di Johns Hopkins rincara la dose sostenendo che la definizione dello IAU sia errata poiché dalla letteratura si evince che l'orbita di compensazione non sia uno standard utilizzato per distinguere gli asteroidi dai pianeti.

Quindi come dovrebbero essere rivisti i parametri di classificazione? Secondo Metzger la definizione di pianeta dovrebbe essere basata sulle proprietà intrinseche del pianeta stesso, non su quelle che possono cambiare, come la dinamica dell'orbita. "Le dinamiche non sono costanti, cambiano costantemente […] quindi non sono la descrizione fondamentale di un corpo, sono solo l'occupazione di un corpo in un'epoca ben precisa." Secondo Metzger bisognerebbe classificare i pianeti in base al fatto che siano o meno abbastanza grandi da far sì che la loro gravità gli permetta di assumere una forma sferica.

Così facendo non si avrebbe una definizione arbitraria, ma si stabilirebbe "un'importante pietra miliare nell'evoluzione di un corpo planetario, perché quando questo si verifica (l'assunzione di una forma sferica n..d.r.) inizia anche la geologia attiva nel corpo celeste". Plutone, nel caso specifico, ha un oceano sotterraneo, un'atmosfera multistrato, composti organici, prove di antichi laghi e lune multiple: "è più dinamico e vivo di Marte" secondo Metzger.


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