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Popcorn Time ha milioni di adepti: eccellenza pirata

Popcorn Time è progetto online pirata più hype del momento: la sua declinazione più famosa, Time4PopCorn, ha già milioni di utenti e cresce a un ritmo di decine di migliaia al giorno. Sì, è vero, questa versione è stata anche la più osteggiata ma ad oggi il suo successo è indiscutibile e anche i più critici sono ritornati sui propri passi. A dimostrazione che probabilmente mantiene ogni promessa di qualità senza evidenti pericoli per l'utente.

Come tutti ben sanno si tratta di una piattaforma di streaming che offre film e telefilm pirata di ogni tipo, comprese le ultimissime novità ancora disponibili nei cinema statunitensi. Ovviamente l'offerta è ancora completamente in lingua inglese ma spesso vi sono sottotitoli in altri idiomi. La qualità è in alta risoluzione e spesso non c'è bisogno neanche di connessioni ultra-veloci. Una delle ultime novità è rappresentata dal supporto VPN integrato (per Mac ci sarà fra due settimane) che rende anonima la fruizione del servizio.

Chi scalda i popcorn nel microonde?

Il software è disponibile per Android, Mac OS X, Windows e Linux. Ad agosto sarà pronta quella iOS. Per altro gli sviluppatori sostengono che ad oggi il 50% dei download è stato generato da utenze Windows, il 25% da Mac, il 20% da Android e il 5% da Linux.

Nei prossimi mesi sono previste ulteriori novità, ma la più calda del momento riguarda Google Chromecast, il dispositivo per la TV più desiderato del momento. Ebbene, nella versione Alpha 4.3 di Time4PopCorn ne è stato implementato il supporto. Questo vuol dire che lo streaming potrà avvenire direttamente sul proprio televisore di casa. Al momento l'applicazione non è perfetta, ma tra una settimana sarà pronta la prima Beta più stabile.

"Il primo obiettivo di Popcorn Time è di offrire la migliore esperienza di visione a tutti i nostri utenti, e l'altro di renderla il più sicura possibile in modo che la prima cosa non crei problemi", dice il team di sviluppo.

Lavoreranno anche nella illegalità più totale, ma l'industria cinematografica e quella dei broadcaster ha davvero da imparare sul fronte tecnologico.