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Portabilità dei dati, Facebook e gli altri colossi obbligati per legge all’interoperabilità?

La portabilità dei dati, ovvero la possibilità per un utente di spostare a piacimento i propri dati personali da una piattaforma software a un’altra, potrebbe presto essere imposta per legge, almeno negli Stati Uniti. Qui infatti nelle scorse ore tre senatori, due democratici e un repubblicano, hanno presentato un disegno di legge per imporre alle media company come Facebook e Google di garantire ai consumatori questa possibilità.

In particolare, oltre alla portabilità dei dati, il disegno di legge richiederebbe anche alle piattaforme di comunicazione che negli Stati Uniti abbiano oltre 100 milioni di utenti attivi mensili di rendere i loro servizi interoperabili, offrendo anche agli utenti la possibilità di designare un servizio di terze parti attendibile per gestire la propria privacy, i contenuti, le interazioni online e le impostazioni dell’account.

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‎L’obiettivo del disegno di legge sarebbe quello di riuscire a far allentare la presa che le piattaforme di social media hanno sui propri consumatori attraverso la raccolta e l’archiviazione a lungo termine dei loro dati. Consentire agli utenti di esportare i propri dati, come le liste di amici e le informazioni del profilo, potrebbe infatti dare alle piattaforme più piccole ma che operano nello stesso ambito, una concreta possibilità di competere con Facebook o YouTube.

In realtà qualcosa del genere è già in via di sviluppo ad opera proprio delle stesse tech-company e senza necessità di alcun obbligo di legge, anche se ovviamente gli intenti sono diversi. Qui infatti il focus dei senatori è sui diritti degli utenti, ma è chiaro che una maggior interoperabilità delle piattaforme e portabilità dei dati rappresenterebbe un vantaggio concreto per tutte quelle aziende che sulla disponibilità dei dati fondano il proprio core business.

Oltre un anno fa infatti Microsoft, Google, Twitter e Facebook, a cui si è poi aggiunta anche Apple, hanno dato vita al Data Transfer Project, proprio allo scopo di sviluppare una tecnologia open source che consenta di trasferire facilmente i propri dati tra i diversi fornitori di servizi. ‎La stessa Facebook inoltre sta lavorando a qualcosa di simile internamente, per quanto riguarda cioè l’interoperabilità tra le proprie piattaforme, vale a dire Messenger, Instagram, Facebook e WhatsApp. ‎