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POS obbligatorio per tutti dal 30 giugno, ma con cautela

Dal 30 giugno negozianti, artigiani e professionisti dovranno dotarsi di POS per pagamenti con Bancomat e carta di credito. In caso contrario però non vi sarà sanzione, perché il Governo vuole stabilire convenzioni con le associazioni bancarie.

Negozianti, artigiani e professionisti dal 30 giugno dovranno obbligatoriamente dotarsi di POS, ovvero quel dispositivo che consente il pagamento tramite Bancomat o carta di credito, e nelle ultime versioni anche il touchless via smartphone. In caso contrario… nessuna sanzione.

Già perché il decreto (del 24 gennaio) che introduce l'obbligo non prevede alcuna multa o pena. E il motivo si deve a una presa di coscienza dei precedenti governi Monti e Letta. Se da una parte è giusta la riduzione del contante circolante, con effetti benefici sull'evasione fiscale, dall'altra è anche vero che le tariffe applicate dagli intermediari finanziari sono altissime. Secondo l'ufficio studi CGIA di Mestre mediamente le spese di attivazione sono di 115 euro, la commissione su ogni operazione è del 2,19% e la commissione mensile per il POS parte da 24 euro ma può arrivate con la versione GSM a 35 euro. Indicativamente si stima che un'attività che fattura circa 100mila euro l'anno può arrivare a pagare più di 1.200 euro in dodici mesi.

POS touchless

"La sanzione non c’è, la norma avvia un percorso riconoscendo un diritto al consumatore, ma non possiamo scaricare interamente il costo di questo diritto sulle piccole imprese", ha commentato il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti. "Il ministero dello Sviluppo economico avvierà un tavolo con le associazioni bancarie per individuare convenzioni che minimizzino l'onere, e in seguito a ciò si potrà integrare il testo specificando la sanzione".

L'idea quindi è di trovare un accordo con le società del settore prima che entri in vigore (a luglio) il decreto dello Sviluppo economico che prevede appunto un impegno del Governo per le convenzioni.

"La cosa più grave è la mancanza di norme chiare: il governo ci dica cosa dobbiamo fare. Non siamo contrari al pagamento elettronico, anche per noi rappresenta una formula più sicura, ma non vogliamo che gli alti costi si scarichino su chi è già soffocato dalla crisi", sottolinea Ernesto Ghidinelli, responsabile credito per la Confcommercio.

Sennò si potrebbe affrontare la questione come suggerisce Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti. "Prevediamo un punto in meno di Iva a carico del consumatore che paga via card e diamo la possibilità all'esercente di ottenere sgravi in credito d’imposta: il Pos decollerà. In Corea del Sud e Argentina hanno fatto così, ha funzionato".