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Pratiche commerciali scorrette su Facebook? L’AGCM indaga

Non si attenua l'eco del cosiddetto "scandalo Cambridge Analytica" e anzi su Facebook continuano ad affollarsi le attenzioni non soltanto di stampa e utenti ma anche soprattutto delle autorità di mezzo mondo. La nostra Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad esempio nei giorni scorsi ha avviato un procedimento istruttorio proprio nei confronti del popolare social network per verificare l'esistenza di presunte pratiche commerciali scorrette sulla raccolta e l'uso dei dati degli utenti.

Sostanzialmente secondo l'Autorità "l'informativa fornita dal professionista in fase di registrazione alla piattaforma Facebook, con riferimento alle modalità di raccolta e utilizzo dei dati dei propri utenti a fini commerciali",  e "l'automatica attivazione della piattaforma di scambio dei propri dati da/a terzi operatori per tutte le volte che l'utente accederà o utilizzerà siti web e app di terzi, con validità autorizzativa generale senza alcun consenso da parte dell'utente, con sola facoltà di opt-out" potrebbero integrare due distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 20, 21, 22, 24 e 25, del Codice del Consumo.

facebook l agcm apre istruttoria su raccolta e uso 1

Secondo quanto si legge nella nota dell'AGCM infatti "Da un lato Facebook non informerebbe adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell'account l'utente dell'attività di raccolta e utilizzo, a fini commerciali, dei dati che egli cede", e dall'altro "Avrebbe esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali, in cambio dell'utilizzo di Facebook, presterebbero il consenso alla raccolta e all'utilizzo di tutte le informazioni che li riguardano (informazioni del proprio profilo FB, quelle derivanti dall'uso di FB e dalle proprie esperienze su siti e app di terzi), in modo inconsapevole e automatico, tramite un sistema di preselezione del consenso e a mantenere lo status quo per evitare di subire limitazioni nell'utilizzo del servizio in caso di deselezione".

Una "presa di coscienza" un po' tardiva forse ma doverosa vista la situazione. Le novità però non finiscono qui. Il sito di Mark Zuckerberg nelle ultime ore ha annunciato importanti novità per quanto riguarda gli annunci sponsorizzati a scopo politico, vero nervo scoperto di Facebook già da prima del caso che ne sta attualmente rovinando l'immagine.

In un post ufficiale firmato da Rob Goldman e Alex Himel, vice presidenti Facebook, sono state illustrate infatti nuove iniziative che riguardano anche Instagram, "volte ad aumentare la trasparenza e la responsabilità, nonché a prevenire le interferenze elettorali". Dopo aver annunciato lo scorso ottobre che solo gli inserzionisti autorizzati saranno in grado di gestire gli annunci elettorali su Facebook o Instagram, questo requisito sarà ora esteso a chiunque voglia mostrare annunci sensibili.

Mark Zuckerberg 1

"Stiamo lavorando con terzi per sviluppare un elenco di questioni chiave che affineremo nel corso del tempo", si legge nel post. "Per ottenere l'autorizzazione da Facebook, gli inserzionisti dovranno confermare la loro identità e la loro posizione. Agli inserzionisti sarà proibito pubblicare annunci politici – elettorali fino a quando non saranno autorizzati". Gli annunci elettorali, inoltre, "saranno chiaramente etichettati nell'angolo in alto a sinistra come 'Annuncio politico'". Facebook inoltre mostrerà anche informazioni come "pagato da", così che sia chiara l'origine dell'annuncio e il finanziatore.

Intanto ha fatto scalpore la notizia che Zuckerberg e altri alti dirigenti, a differenza di quanto possibile per i comuni utenti, sono in grado di cancellare selettivamente i propri messaggi da Messenger. Una situazione che, vista l'attuale temperie, ha costretto l'azienda a rassicurare tutti dicendo che presto questa funzione sarà disponibile per tutti. Fino ad oggi infatti era possibile creare chat a tempo che poi si sarebbero "autodistrutte", ma non cancellare singoli messaggi.

Il social network si è giustificando parlando di una sorta di "beta privata" e Zuckerberg ha dovuto chiarire che, finché la funzione non sarà disponibile per tutti, nemmeno lui potrà utilizzarla correntemente.

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Se a Facebook va male, non va meglio a YouTube. Nelle scorse ore infatti 23 associazioni a tutela dei consumatori e dei minori hanno presentato una denuncia contro il popolare sito di video di proprietà di Google, accusato di raccogliere e utilizzare i dati anche di utenti minori, sotto i 13 anni d'età. Da parte sua l'azienda si è difesa sostenendo, come fa da anni, che YouTube non è indirizzato ai minori e che per loro dal 2015 è stato creato YouTube Kids. Nonostante questo, un portavoce ha comunque affermato che l'azienda prenderà visione della denuncia e vedrà cosa è eventualmente possibile fare per migliorare la situazione.


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