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Prime indiscrezioni sull’Agenzia per l’Italia Digitale

La bozza di legge per l'Agenda Digitale pare stia già circolando nelle stanze del Ministero dello Sviluppo Economico. Secondo indiscrezioni captate da La Stampa si starebbe pensando all'istituzione di un’Agenzia per l’Italia Digitale sottoposta "alla vigilanza del presidente del Consiglio dei ministri, dello stesso Passera e dei colleghi dell’istruzione, dell’università e della ricerca".

Fra gli obiettivi dell'Agenzia: sostenere l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, allo scopo di favorire l’innovazione e la crescita economica, anche mediante l’accelerazione della diffusione delle Reti di nuova generazione. Senza contare il coordinamento tecnico dei servizi informatici pubblici e la valorizzazione dei servizi di digitalizzazione dei flussi documentali delle amministrazioni.

Il Ministro Passera

In pratica da una parte si parla di iniziative che guardano direttamente alla cittadinanza, dall'altra alle esigenze di uniformità digitale della PA. Questo dovrebbe consentire una maggiore qualità e la razionalizzazione della spesa in materia informatica – anche grazie al coinvolgimento del Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione).

L'Agenzia si occuperà anche della formazione dei dipendenti pubblici, oltre che del monitoraggio dell'implementazione del piani ICT per la Pubblica Amministrazione.

Il direttore generale avrà una carica della durata di tre anni, mentre per la sua nomina si pensa a "una rosa di tre persone di particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di innovazione tecnologica e in possesso di una documentata esperienza di elevato livello nella gestione di processi di innovazione". A questa figura verrà affiancato un Comitato composto da un rappresentante della presidenza del Consiglio dei ministri, un rappresentante del ministero dello Sviluppo economico, uno del ministero dell’istruzione e due designati dalla Conferenza unificata.

Tutto questo porterà alla soppressione dell’Ente nazionale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (DigitPA) e dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione.

"Dall’attuazione del decreto non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica", conclude la bozza.