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Spazio e Scienze

Professione Spazio, dalla Russia l’idea di formare avvocati per le dispute territoriali sulla Luna

Secondo alcune fonti, l'agenzia spaziale russa Roscosmos e l'Accademia delle scienze russa concorderebbero sulla necessità di formare avvocati specializzati in diritto spaziale, per prepararsi alle eventuali cause relative alle dispute territoriali sulla Luna.

L’esplorazione spaziale e la prospettiva di colonizzare pianeti e lune extraterrestri ha più volte portato a ipotizzare professioni per il futuro. Tempo fa avevamo parlato di guide turistiche, architetti, progettisti di realtà virtuale e altre figure professionali specificamente destinate a lavorare nello Spazio. Adesso c’è una nuova idea che arriva dalla Russia: quella di formare avvocati con una preparazione adeguata a dibattere cause relative alle dispute territoriali sulla Luna.

La notizia, riportata da MoonDaily con riferimento a una risoluzione congiunta avuta dal sito Sputnik News, fa riferimento a quanto discusso nel corso di una riunione fra l’agenzia spaziale russa Roscosmos e l’Accademia delle scienze russa. A quanto pare le persone coinvolte hanno concordato sul fatto che si debba iniziare a preparare gli avvocati nell’ottica di possibili dispute territoriali sulla Luna. L’incontro risale al novembre scorso e non è difficile capire da dove venga l’idea. Dopo gli Stati Uniti con le missioni Apollo, la Luna fu messa da parte per decenni da tutti i progetti esplorativi. Di recente in molti hanno intuito la possibilità di usare il nostro satellite come base d’appoggio per missioni a lungo raggio, oltre che come risorsa per l’estrazione di minerali, per missioni a scopo scientifico e altro. La Cina ha spedito più di una missione sulla Luna, Europa e Russia ne stanno progettando una congiunta, negli Stati Uniti si parla sempre di più di missioni organizzate da aziende private. Morale: nel giro di qualche anno il nostro satellite potrebbe diventare affollato.

Foto: ©rfphoto / depositphotos

Sarebbe quindi da “considerare necessario […] sviluppare un piano per il supporto legale degli interessi della Russia in potenziali controversie territoriali e istruire università specializzate affinché diano una formazione adeguata a un numero necessario di specialisti in diritto spaziale”.

Ricordiamo che esiste un trattato piuttosto chiaro in materia di appropriazioni territoriali sulla Luna, anche se non recente. Si tratta del Trattato sullo Spazio Esterno del 1967, altrimenti conosciuto come Outer Space Treaty. È un accordo internazionale ratificato da 105 Paesi in cui, fra gli altri, spicca l’articolo 4, secondo cui sarebbe consentito “l’utilizzo della Luna e degli altri corpi celesti esclusivamente per scopi pacifici e ne proibisce espressamente […] stabilire basi militari, installazioni o fortificazioni”. Non solo, lo stesso trattato “proibisce espressamente agli stati firmatari di rivendicare risorse poste nello Spazio, compresa la Luna, un pianeta o altro corpo celeste, poiché considerate ‘patrimonio comune dell’umanità’: l’articolo 2 del trattato afferma, infatti, che ‘lo spazio extra-atmosferico non è soggetto ad appropriazione nazionale né rivendicandone la sovranità, né occupandolo, né con ogni altro mezzo'”.

Fra le tante opportunità legate al ritorno dell’uomo sulla Luna c’è il turismo spaziale. Sembra pazzesco, ma il visionario Arthur C. Clarke ci pensò molti anni fa e raccolse la sua idea nel sempre attuale libro Polvere di luna