Spazio e Scienze

Propulsione elettromagnetica, pubblicate le conclusioni NASA

Il documento conclusivo con i test della NASA sul motore a propulsione elettromagnetica ha superato il processo di peer-review ed è stato pubblicato su Aerospace Research Central. I contenuti confermano quanto già anticipato poco tempo fa: l'EM Drive funzionare davvero ed è capace di fornire una spinta nel vuoto degna di nota.

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Però non siamo di fronte alla soluzione definitiva del mistero: saranno necessarie ulteriori ricerche, e soprattutto non c'è una risposta chiara e univoca alla domanda più importante: visto che il suo principio di funzionamento contrasta palesemente con la terza legge del moto di Newton, qual è la legge fisica che governa questo motore?

Andando per ordine, era noto da mesi che presso l'Eaglework Laboratory della NASA erano in corso test finalizzati a confermare o smentire la validità di indagini precedenti e dei loro risultati. Alcuni leak avevano anticipato le conclusioni, che sono confermate: l'EM Drive sarebbe in grado di generare una spinta nel vuoto con un rapporto di potenza di 1,2 ± 0,1 millinewton per kilowatt.

La novità è che adesso le conclusioni dello studio sono disponibili, in un documento ufficiale che ha passato il vaglio di scienziati non direttamente coinvolti nel test, e che hanno confermato la validità delle conclusioni rispetto al protocollo. Questo non significa che le conclusioni in sé siano valide in senso assoluto, ma che il protocollo seguito per condurre i test è stato in prima battuta valutato positivamente.

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Sembra un dettaglio di poco conto, in realtà in questo caso è fondamentale perché negli esperimenti precedenti la critica mossa dalla comunità scientifica verteva sempre sul fatto che l'effetto di propulsione osservato fosse frutto di un errore sperimentale. Il fatto che il principio di funzionamento dell'EM Drive non sia compatibile con la terza legge del moto di Newton (per ogni azione esiste una reazione uguale e contraria), che è una delle leggi fondamentali della Fisica, non smorza lo scetticismo, anzi. E questo è un bene perché come ci ha ricordato spesso Valerio Rossi Albertini del CNR, la Scienza procede per accumulazione, ed essere scettici è essenziale per fare progressi concreti.

Presumibilmente saranno in molti a passare al setaccio il documento conclusivo, e non mancheranno reazioni sia favorevoli sia contrarie. Insomma adesso inizia il bello, restate sintonizzati.