Sicurezza

Putin mette una taglia su TOR: bucatelo e sarete ricchi

Il governo russo offre quasi 4 milioni di rubli (circa 84.911 euro al cambio) a chiunque possa escogitare un modo affidabile per decifrare i dati inviati attraverso la rete di TOR. La notizia è riportata da Global Voices e, ci crediate o meno, c'è persino un bando di concorso pubblicato online (consigliamo Google Translate).

L'iniziativa è da ricondurre ai tentativi, finora vani, di controllare la Rete da parte del Governo e in particolare del premier Putin. Non è un caso la legge antiterrorismo approvata in via definitiva dalla Duma, secondo cui tutte le comunicazioni via Internet debbano essere obbligatoriamente conservate per un periodo minimo di sei mesi in server installati all'interno della Federazione, pena la chiusura dei servizi. Secondo gli osservatori internazionali quest'obbligo, insieme all'iscrizione a un registro speciale di tutti i blog con oltre 3mila utenti, sarebbe un modo per marcare da vicino chi fa informazione e applicare la censura se/quando necessario.

Putin vuole fare a fette TOR

Internet libero e aperto insomma non è visto di buon occhio da Putin, e per questo, oltre che per le rivelazioni del rifugiato politico Snowden circa l'attività dell'NSA, molti cittadini russi stanno trovando Tor sempre più interessante sia per difendere la propria privacy, sia per aggirare la censura di stato.

Come spiegato più volte, infatti, TOR (The Onion Router "L'istradatore a cipolla") consente la navigazione anonima perché è un protocollo che permette di collegare due computer attraversando tanti altri PC della Onion Net, criptando ogni connessione. Al momento la rete TOR vanta diversi milioni di utenti in tutto il mondo, tra i quali molti attivisti digitali nei Paesi in cui la censura tecnica e la sorveglianza sono prevalenti.

Come funziona TOR

A beneficio di cronaca, non è la prima volta che TOR finisce nel mirino in Russia. La principale agenzia di sicurezza del Paese, l'FSB, lo scorso anno aveva chiesto alla Duma di emettere una legge per vietare TOR. Secondo il parlamentare russo Stanislav Pallinov, il rinnovato interesse del governo russo contro TOR avrebbe a che fare più con il tentativo di sconfiggere la pedo pornografia che con la repressione politica. Perché? Perché il bando da 4 milioni di rubli è stato emesso dal Ministero degli Interni, che non avrebbe nulla a che vedere con i dissidenti governativi.

I motivi in realtà sono tutt'altro che chiari, sta di fatto che chi ha davvero la capacità di mettere insieme un sistema per decifrare le comunicazioni di TOR può bguadagnare un bel po' di soldi. Qualcuno si vuole fare avanti?