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Realtà virtuale

Qual è il futuro della Realtà Virtuale?

Durante la conferenza di apertura dell’Oculus Connect 6, direttamente dai laboratori di Facebook per lo sviluppo della realtà virtuale è stata condivisa la visione per il futuro del VR. Non è realmente chiaro come saranno i visori VR del futuro, o se ci saranno dei visori, ma quello che è chiaro sono le aree di […]

Durante la conferenza di apertura dell’Oculus Connect 6, direttamente dai laboratori di Facebook per lo sviluppo della realtà virtuale è stata condivisa la visione per il futuro del VR. Non è realmente chiaro come saranno i visori VR del futuro, o se ci saranno dei visori, ma quello che è chiaro sono le aree di miglioramento dell’attuale VR, oltre la fatto che sarà probabilmente il settore più ricco di novità.

Le parole d’ordine per lo sviluppo della realtà virtuale del futuro sono “interazione” e “fotorealismo”. Partiamo da uno scenario immaginario. Siamo nel 2035, circa 15 anni da ora. Entrate nella realtà virtuale e vi ritrovate in un ambiente ricostruito che non ha nulla di artificiale, cioè gli oggetti, le pareti, tutti gli elementi attorno a voi sono precisamente come li vedreste nella realtà. Accanto a voi ci sono persone, che non sono realmente accanto a voi, ma sparse per il globo. Ma agisco e interagiscono come se fossero proprio accanto a voi. Potete parlarci, potete interagire assieme su oggetti (virtuali), ma sarete davanti al vostro PC (reale) e starete scrivendo una relazione usando una tastiera, anch’essa reale, che voi vedete nella realtà virtuale.

In altre parole, per semplificare il concetto, Facebook vede il futuro della realtà virtuale come un’esperienza identica a quella che potete vivere nella realtà, ma con il dono dell’ubiquità. Un click e vi troverete dall’altra parte del mondo e starete lavorando faccia a faccia con un vostro collega della filiale australiana della vostra azienda. O anche, starete guardando una partita di calcio seduti sul divano assieme a vostro padre, mentre in realtà vi troverete in trasferta a New York.

Tutto estremamente affascinante, ma quali sono le tecnologie da migliorare per fare avverare questo sogno? Parecchie, e nell’ordine: Eye-Tracking e Body Tracking, cioè i visori dovranno essere in grado di rilevare e riprodurre precisamente il movimento del vostro corpo e dei vostri occhi. Legato alla vista, c’è la capacità dei futuri visori di riprodurre la diversa profondità di campo e messa a fuoco dei nostri occhi, una tecnologia che Facebook sta sperimentando con Varifocal. Ad oggi i mondi virtuali sono “piatti”: se afferrate un oggetto e lo portate davanti agli occhi, lo sfondo si manterrà a fuoco, cosa che non accade nella realtà.

Il miglioramento dell’audio, in termini di qualità e latenza, poiché dovrete essere in grado d’interagire in tempo reale con le persone. Il tracciamento delle mani, novità che vedremo già su Oculus Quest nei prossimi mesi, essenziale per una naturalezza d’interazione. Un campo di visione totale, più ampio di quello che offrono oggi i visori. E infine la massima ergonomia ed efficienza energetica, poiché un mondo del genere prevede l’uso della realtà virtuale in maniera più massiccia, per molte ore consecutive, e di conseguenza i dispositivi devono essere comodi.

In breve, la realtà virtuale del futuro sarà la mixed reality (una realtà virtuale con elementi reali, ad esempio la possibilità di usare una tastiera di un PC), con una grafica super-realistica e un’esperienza difficilmente distinguibile dalla vera realtà in cui viviamo.