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Quasi tutte le procure USA indagano ufficialmente su Google e Facebook

Le procure USA si sono coalizzate per un'indagine antitrust ad ampio raggio sulle pratiche di Google e Facebook.

I procuratori statali di 48 stati e del Distretto di Columbia e Puerto Rico hanno confermato ufficialmente di aver avviato indagini sul comportamento e il potere di mercato delle principali aziende hi-tech, in special modo Facebook e Google. Non hanno aderito solo Alabama e California.

La dichiarazione formale, come racconta The New York Times, si aggiunge alle indagini in corso portate avanti in questi mesi dalle agenzie federali di vigilanza, dal Congresso, dai comitati della Camera e del Senato, dal Dipartimento di Giustizia e dalla Federal Trade Commission.

Ormai si tratta di un gruppo bipartisan – chiamato Tech Industry Working Group, come ha anticipato venerdì il procuratore generale (Dem) di New York Letitia James . Ieri il procuratore generale repubblicano del Texas Ken Paxton, in conferenza stampa, ha spiegato come non sia sotto accusa la forza o la dimensione delle aziende bensì il comportamento. “Abbiamo visto prove che le pratiche commerciali di Google potrebbero aver minato la scelta dei consumatori, soffocato l’innovazione, violato la privacy degli utenti e messo Google in controllo del flusso e della diffusione delle informazioni online”, ha commentato il procuratore.

La questione di fondo è che le procure statali possono lavorare di concerto con i regolatori federali e il Congresso per dare sostegno alle indagini. Lo stesso è avvenuto nel 1998 quando 20 procuratori collaborarono con il Dipartimento di Giustizia per lo storico caso antitrust Microsoft – nello specifico la pratica di non condividere con terzi informazioni per l’interoperabilità software e altri elementi.

“Ovviamente, siamo solo all’inizio, ma questa sarà un’indagine approfondita”, ha assicurato Phil Weiser, procuratore generale democratico del Colorado. “Non sono preoccupato di avere la potenza di fuoco legale e intellettuale per queste indagini”.

Rispetto al caso Microsoft, concentrato solo su alcuni aspetti dell’attività, qui di parla di gestione dei dati dei consumatori, le pratiche legate agli annunci, il ruolo di “custodi” della comunicazione sia in ambito pubblico che politico, le influenze sul mercato, etc.