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Questa storia di fantascienza è sconosciuta e imperdibile

Sebbene abbia vinto un premio Hugo nel 2001, il racconto è difficile da trovare e pochi lo conoscono. Anche perché l'autore non ha mai scritto nient'altro in vita sua. Ne è stato tratto anche un film, entrato nella selezione ufficiale in due tra i più importanti festival di cinema al mondo.
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Un po' per topi di biblioteca, un po' per chi ha avuto una fatale distrazione e vorrebbe disperatamente recuperare, un po' per chi crede in quello sprazzo di lucida follia che porta a creare opere meravigliose e uniche.

Una metropolitana che si chiama Moebius è l'opera sconosciuta di un autore sconosciuto dalla quale è stato tratto un film pressoché ignoto. In questa specifica categoria di storie, quelle che esistono nonostante la maggioranza di noi le ignorino, è forse la più bella che possiate leggere. Potete trovarla in due diverse raccolte Le grandi storie della fantascienza: 12 a cura di Isaac Asimov (1985, ristampato da Bompiani del 1994) e Il passo dell'ignoto – un'antologia di racconti di fantascienza curata da i Carlo Fruttero-Franco Lucentini.

Queensway Underground Station

La storia di questa novella, in Italia, risale però agli anni '60. In particolare al 24 febbraio 1963: quel giorno usciva il bisettimanale Urania 302 con il romanzo L'atomo azzurro di Robert Moore Williams. Il volume originale si trova in giro, per esempio su eBay, o su qualche sito specializzato. A differenza delle ristampe successive, è l'unico che include il racconto di appendice – un'altra cosa che si usava a quei tempi – oggetto di questo articolo e firmato da A.J. Deutsch.

Armin Joseph Deutsch

Armin Joseph Deutsch (1918-1969) era un astronomo statunitense laureatosi all'Università dell'Arizona nel 1940 e addottoratosi all'università di Chicago nel 1946. Specializzatosi in spettroscopia, lavorò dapprima a Yerkes e poi a Monte Wilson e Monte Palomar. La sua ricerca si concentrò sull'analisi di una sottofamiglia di stelle di tipo A dette Ap (p per "peculiare"), stelle con un campo magnetico molto potente e una distribuzione irregolare di elementi pesanti sulla loro superficie.

Come autore di fantascienza produsse ben poco, cioè esattamente un solo racconto, pubblicato nel 1950. E questo probabilmente è il motivo per cui potreste non aver mai sentito parlare di lui. Quello che è uno dei più bei racconti di fantascienza mai scritti è quindi l'unica opera di uno sconosciuto astronomo, che dedicò la vita a tutt'altro ma che fu in grado di tirar fuori dal cappello qualcosa di assolutamente straordinario. Deutsch morì a Pasadena in California nel 1969 e il riconoscimento della comunità internazionale gli arrivò purtroppo fuori tempo massimo sotto forma di un premio Hugo solo nel 2001, cinquant'anni dopo essere stato nominato. 

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Il cratere Deutsch sulla Luna (Wikipedia)

Per nostra fortuna il racconto non sfuggì a Fruttero e Lucentini, che dirigevano la collana Urania in quegli anni. Le loro antenne, sempre pronte a sintonizzarsi su ogni vibrazione del tessuto fantascientifico mondiale, riuscirono a captare l'eccezionale qualità di Una metropolitana chiamata Moebius. Lo considerarono così importante da inserirlo nel progetto del 1982 "L'ora di fantascienza", un'antologia pensata per le scuole medie che oltre al racconto dello sconosciuto Deutsch conteneva contributi di autori del calibro di James G. Ballard, Isaac Asimov e Arthur C. Clarke, solo per citarne alcuni.

Il racconto, il racconto del racconto e il film

Il racconto è ambientato nella metropolitana di Boston. Un treno scompare improvvisamente dalla rete ma per qualche giorno nessuno se ne accorge:

Il treno Cambridge-Dorchester che scomparve il 4 marzo era il numero 86. Dapprima nessuno si accorse della sua mancanza. Durante le ore di punta serali il traffico era un po' più pesante del solito su quella linea. Ma una folla è una folla. Gli addetti ai grandi quadri-orari al deposito di Forrest Hills cercarono il n. 86 verso le 7 e 30, ma nessuno dei due accennò alla sua assenza fino a tre giorni più tardi.

La storia pochi giorni dopo diventa di pubblico dominio e il direttore generale Kelvin Whyte viene contattato da un matematico di Harvard, Roger Tupelo, che pensa di avere alcune idee su cosa possa essere successo. Tupelo è tenace e deve combattere su due fronti: da un lato l'enigma è davvero complesso, la sparizione di un treno con a bordo 350 persone non è un problema che si possa affrontare a cuor leggero; dall'altro lato c'è la crescente ostilità del direttore generale Whyte che fatica a comprendere le teorie di Tupelo e ad accettare le contromisure da lui proposte.

Tupelo non crede che il treno sia esattamente scomparso; pensa che sia ancora lì, da qualche parte nella rete, e cercherà di dimostrarlo. La forma vera e propria del problema da risolvere e i tentativi che verranno fatti per risolverlo saranno di un'originalità strabiliante e forse irripetibile. Non guarderete più una mappa di una metropolitana con gli stessi occhi.

moebius film
Un fotogramma del film

Ma le stranezze non finiscono qui. Da questo racconto nel 1996 è stato tratto un film scritto e diretto dal regista argentino Gustavo Mosquera (che in carriera scriverà e dirigerà un totale di tre film) e interpretato da Guillermo Angelelli la cui carriera di attore, in paragone, è estremamente prolifica. Il film si intitola semplicemente Moebius e la sua genesi non poteva che essere speciale: Mosquera insegnava alla "Universidad del Cine" di Buenos Aires quando ebbe l'dea di coinvolgere 45 suoi studenti nella trasposizione cinematografica del racconto.

Avevo letto un racconto di A.J. Deutsch che si chiama Una metropolitana chiamata Moebius e che mi aveva colpito. Aveva quattro elementi fondamentali: primo, che in una rete chiusa di sotterranei un treno non possa scappare, pertanto la sua scomparsa implica qualcosa di più. Secondo, il fatto che non si veda la città in superficie permette un'ambientazione atemporale. Terzo, il racconto presenta un'ambiguità tra fantascienza e fantasia e, non concludendo il racconto con un finale chiuso, permette un maggiore mistero. Quarto, le connotazioni sociali che comporta, in un paese come il nostro, l'idea di "sparizione" di un treno

Guillermo Angelelli

La scrittura del film incontrò diversi ostacoli, a partire dal budget limitatissimo che costrinse Mosquera e i ragazzi a fare quasi tutto in casa per arrivare al tema vero e proprio del racconto, quello della sparizione – che in Argentina naturalmente assume un significato simbolico e metaforico molto potente, legato alla storia e all'identità nazionale. Ci fu una serie infinita di riscritture, ma alla fine il risultato è più che dignitoso e Moebius, selezionato tra l'altro per il Sundance Film Festival e per il festival di Berlino. Vinse qualche premio ed è certamente un film che va visto.

Vi invitiamo dunque a leggere il racconto e a vedere il film. Entrambi fanno parte di quella strana categoria di opere che quasi nessuno conosce ma che quasi tutti dovrebbero conoscere. Trovate il racconto incluso in questa antologia e il film sia in DVD sia in Blu-ray.

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Miki Fossati, classe 1966, si è formato come matematico ma non esercita. Progettista di cervelli positronici e scrittore, è appassionato di cinema e teatro. Ossessionato dalla fantascienza, vive nella campagna inglese dove ha scritto il suo ultimo romanzo, La mossa del tapiro: una storia di Amazzonia, calcio e amache e diversi racconti. Potete seguirlo su frenf.it.

Retrocult è la rubrica di Tom's Hardware dedicata alla Fantascienza e al Fantastico del passato. C'è un'opera precedente al 2010 che vorresti vedere in questa serie di articoli? Faccelo sapere nei commenti oppure scrivi a retrocult@tomshw.it.

Retrocult torna domenica prossima alle 10:30 con un articolo dedicato alla saga cinematografica degli X-Men!


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