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Spazio e Scienze

Reattore a fusione nucleare, Lockheed Martin alla svolta

La statunitense Lockheed Martin annuncia di aver raggiunto un risultato storico nella fusione nucleare.

Lockheed Martin ha annunciato di aver raggiunto un punto di svolta nella ricerca sulla fusione nucleare. La società, tra i principali fornitori di armamenti al mondo, ha fatto sapere che un primo prototipo potrebbe essere pronto già per il 2024, ma già dal 2015 ci saranno modelli intermedi funzionanti.

Si tratta di un'affermazione davvero molto rilevante, se sarà confermata, considerato che l'energia da fusione è oggetto da ricerca da anni, ma i risultati sono da sempre sfuggenti. Un sogno che si oppone con ostinatezza alla sua realizzazione, a meno di considerare i supposti successi di Andrea Rossi con la fusione fredda (vedi anche Fusione nucleare fredda: un italiano dice di averla scoperta e Fusione nucleare fredda italiana con i soldi USA).

Non che creare un reattore a fusione sia poi così complesso, visto che può farlo anche un tredicenne a scuola. Ottenere una macchina che sia energicamente efficiente ed economicamente vantaggiosa, tuttavia, è tutto un altro paio di maniche.

Al momento ci sono ricerche al confinamento inerziale tramite laser, tecnica con la quale recentemente si sono ottenuti risultati incoraggianti, ma Lockheed Martin scommette sul più tradizionale confinamento magnetico – in una versione rivista e migliorata. Un approccio che avrebbe permesso ad LM di ingabbiare l'energia del sole in un reattore grande più o meno quanto un grosso camion.

Il carburante, costituito da deuterio e trizio, viene iniettato nella camera di contenimento e riscaldato tramite radiofrequenze. Diventa così plasma e viene tenuto sotto controllo tramite campi magnetici che obbligano gli ioni ad avvicinarsi e fondersi. Tale processo libera neutroni carichi di energia cinetica nel campo magnetico, e il calore così generato innesca i generatori a turbina. Da questi ultimi otteniamo la forma di energia desiderata, vale a dire l'elettricità.

Un sogno che si realizza, quello di energia abbondante, economica, più sicura e a basso impatto ambientale. Risolverebbe i problemi del mondo e Lockheed Martin sta cercando partner pubblici e privati che vogliano contribuire.

Si sono già levate tuttavia alcune voci scettiche. "Mi sembra un po' troppo urlato, e li trovo troppo abbottonati sui dettagli", ha dichiarato il prof. Edward Morse (Università di Berkeley). "Un gruppo isolato che lavora in segretezza è ottimo se vuoi sviluppare un aereo stealth, ma non è adatto a questo tipo di ricerca".

Secondo il professore il modello mostrato da Lockheed Martin potrebbe sì generare neutroni, ma non il grande calore di cui parla l'azienda. D'altra parte lo scetticismo è d'obbligo, considerata la storia della ricerca in questo settore, che "si protrae da molto tempo e ha messo in imbarazzo molte persone", ricorda Morse.

L'altro dettaglio che Morse trova curioso è che Lockheed Martin stia cercando partner. Se l'azienda è tanto sicura dei propri risultati, fa notare Morse, perché non è disposta a investirci i propri fondi? Simili dubbi sono stati espressi a Iain Thomson (The Register) dal portavoce di General Atomic, una concorrente di Lockheed Martin: nonostante anche GA lavori alla fusione, è la prima volta che sentono parlare di questo progetto, il che non è impossibile ma perlomeno curioso.

Altra stranezza, Lockheed Martin avrebbe potuto approfittare della 25esima conferenza sull'Energia da Fusione (FEC 2014), che si sta tenendo in Russia proprio in questi giorni. Gli scienziati riuniti a San Pietroburgo sarebbero stati pronti ad applaudire un successo simile, ovviamente, ma non si sarebbero certo accontentati di un video promozionale e poche righe di accompagnamento.

Perché LM ha deciso di muoversi diversamente? Forse per evitare rischi di spionaggio industriale, certo, o forse per evitare scomode critiche del primo giorno. Insomma, l'annuncio di Lockheed Martin è davvero molto interessante e non vediamo l'ora di poter scoprire di più sul loro progetto. Per il momento tuttavia dubitare non è lecito ma obbligatorio