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Renzi fibrilla di fibra, ENEL indica le prime 10 città

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha presentato ufficialmente il progetto fibra di ENEL. Perugia sarà la prima in FTTH da maggio.

"È arrivato il futuro, è arrivato anche in Italia". È così che conclude il Premier Renzi la conferenza stampa dedicata al progetto ultra-broadband di Enel. Non sono stati divulgati troppi dettagli, ma quel che è certo è che Perugia (a maggio) sarà la prima città con servizi fiber-to-the-home ENEL forniti da Infostrada e Vodafone.

renzi

Poi sarà il momento di Cagliari, Venezia, Catania e Bari. In autunno sono già state programmate Firenze, Genova, Napoli, Padova e Palermo. Dopodichè la roadmap di ENEL Open Fiber prevede un altro blocco di 40 città e infine tutte le altre fino a raggiungere la quota finale di 224. Tutte sono contraddistinte da almeno due caratteristiche: fanno parte dei cluster A e B stabiliti da Infratel – ovvero si tratta di zone competitive – e si affidano alla rete elettrica ENEL. L'AD Starace non a caso nel suo intervento ha ricordato che a Roma non sarà possibile sbarcare perché la rete è di un concorrente.

Il capo di ENEL ha raccontato di come l'idea di puntare sulla fibra sia venuta fuori un po' per caso. Nel valutare il progetto di avvicendamento dei contatori elettrici, che con i collegamenti in fibra consentiranno di attivare servizi di monitoraggio avanzato e non solo, gli specialisti ENEL hanno deciso di studiare la possibilità di rendere un servizio anche alle telco.

conferenza

"La rete elettrica come quella italiana si contraddistingue per la capillarità della struttura e la vicinanza, di gran lunga superiore a quella della rete telefonica", ha dichiarato Starace. "Quindi si possono ottenere grandi benefici in termini di costo. Una riduzione di investimento per la cablatura di una città".

Com'è risaputo ENEL vuole sfruttare i suoi cavidotti e strutture per consentire agli operatori – i primi accordi siglati sono con Wind-Infostrada e Vodafone – di fornire servizi ultra-broadband FTTH da almeno 100 Mbps. L'intenzione è comunque di non diventare provider ma rivolgersi a tutti gli operatori senza fare preferenze. Confermato che nulla sarà a carico degli utenti: il cambio dei contatori e l'implementazione della fibra non saranno fatte pesare in nessun modo in bolletta.

Per altro il modello parrebbe esportabile in tutto il mondo ed ENEL sta pensando di replicare l'esperienza italiana in città come Bogotà, Rio de Janeiro e Lima dove è presente con una rete elettrica metropolitana.

Renzi ha ribadito che trattandosi di operazioni riguardanti aree competitive non sono previsti finanziamenti pubblici. Il 29 aprile invece partiranno i primi bandi per chi vorrà investire nei cluster C e D – le cosiddette aree a fallimento di mercato. In questo caso il Governo metterà in gioco i 2,7 miliardi di euro già previsti per gli investimenti infrastrutturali – 2,2 miliardi sono già stati stanziati in precedenza sempre per le aree bianche.

L'obiettivo – come chiede Bruxelles – è quello di fornire entro il 2020 i 30 Mbps al 100% della popolazione e i 100 Mbps al 50%.

Starace ha sottolineato almeno due aspetti che fanno pensare. Da una parte un esplicito richiamo ai provider ancora alla finestra – grande assente Telecom per ora. "Stiamo dialogando con tutti. Parliamo con Metroweb e Metroweb sta parlando con noi: stiamo lavorando a una grande Metroweb", ha commentato l'AD. "Sarebbe fantastico che ci fosse anche Telecom". 

Dall'altra l'intenzione di smuovere un po' le acque nel mercato business, quindi quello fatto dalle imprese e aziende che non possono più prescindere dalle tecnologie digitali.