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Riforma copyright, la Polonia denuncia alla Corte di Giustizia UE il rischio censura

La Polonia è il primo Paese europeo che ha deciso di denunciare formalmente alla Corte di Giustizia europea le nuove norme sul copyright (ACTA2) per il rischio censura online che potrebbero provocare.

“Crediamo che alcuni degli articoli, incluso il 17 relativo al filtro delle informazioni, sono un pericolo per la libertà di Internet e incompatibili con i valori dell’Unione Europea, come la libertà di parola”, ha dichiarato il Primo Ministro Piotr Gliński. La questione è risaputa: addebitare alle piattaforme online, come Facebook o YouTube, la responsabilità sulle azioni e contenuti caricati dai rispettivi utenti potrebbe costringere a un meccanismo di censura preventiva.

La Polonia non è l’unico paese ad aver espresso perplessità sulla norma: nelle file dei contrari c’erano anche Italia, Olanda, Finlandia e Lussemburgo. Però è il primo ad aver deciso di agire, considerato che per il recepimento vi sono ancora due anni di tempo. Da ricordare comunque che per Confindustria Cultura Italia si tratta di una riforma equilibrata, capace di riequilibrare il rapporto tra i diritti di chi crea contenuti e chi li distribuisce online. “Noi siamo uno dei principali Paesi produttori di contenuti culturali e creativi, un’eccellenza che esportiamo in tutto il mondo e che va tutelata”, disse il direttore di CCI Fabio Del Giudice.

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Di avviso contrario il vice ministro degli Esteri Konrad Szymanski: “Questo sistema può comportare l’adozione di regolamenti analoghi alla censura preventiva, che è vietata non solo nella Costituzione polacca ma anche nei trattati dell’UE”.