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RIM è spacciata, non riesce neanche a fare i BlackBerry 10

RIM è nella spirale della morte, così l'analista Brian Blair di Wedge ha commentato i risultati finanziari drammatici annunciati ieri sera dall'azienda di Waterloo. L'azienda ha dovuto incassare una perdita netta di 518 milioni di dollari, a fronte di ricavi per soli 2,8 miliardi di dollari. Un calo del 33 per cento rispetto allo scorso trimestre, e una perdita per azione pari a 37 centesimi.

RIM è un morto che cammina….

L'unica nota positiva è che la disponibilità di cassa è salita a 2,2 miliardi di dollari, rispetto ai 2,1 miliardi di dollari dello scorso trimestre: una magra consolazione considerata l'agonia a cui stiamo assistendo e le prospettive funeree. Le possibilità di ripresa di RIM sono infatti ormai ridotte al lumicino, dato che i BlackBerry 10 sono stati di nuovo posticipati: non arriveranno prima del primo trimestre 2013.

Fra tutti i dati snocciolati ieri, fra cui l'intenzione di licenziare altri 5mila dipendenti (il 30% della forza lavoro attuale), quella dell'ennesimo ritardo produttivo è la notizia più grave. I nuovi terminali, con il relativo sistema operativo, avrebbero dovuto costituire l'ancora di salvezza per RIM e sono a lungo stati considerati l'unica chance per riprendersi dal momento di crisi.

Il primo posticipo aveva portato la maggior parte degli analisti a decretare che si trattava di un suicidio, ma probabilmente qualcuno degli investitori sperava ancora in un arrivo dei prodotti in autunno. Invece la doccia fredda, ripagata con la sfiducia: all'annuncio dei risultati finanziari le azioni di RIM hanno perso il 16 per cento. Anche ammesso (e non concesso) che alla fine i BlackBerry arriveranno secondo la nuova roadmap, saranno ormai in commercio sia i nuovi iPhone sia i terminali Windows Phone 8, quindi rischieranno davvero di essere il canto del cigno.

… o è semplicemente morta?

Anche perché le vendite dei prodotti ormai obsoleti si cui RIM deve per forza contare per sopravviere sono disastrose: 7,8 milioni, contro gli 11 milioni del trimestre precedente. Per non parlare del PlayBook, che si può dare per morto: in tutto il mondo ne sono stati venduti 260mila. L'amministratore delegato Thorsten Heins ha sottolineato di non essere "soddisfatto di questi risultati e di voler continuare a lavorare per attuare cambiamenti significativi, riallineare le risorse e affinare la messa a fuoco su aree con maggiori opportunità". Una dichiarazione d'intenti che dimostra la buona volontà, ma che è stata ripetuta troppe volte negli ultimi mesi per credere che prima o poi porterà a qualcosa di concreto.

Subito dopo vengono stroncate le aspettative per il futuro: "l'azienda si aspetta che i prossimi trimestri continueranno ad essere segnati dal settore sempre più competitivo". "I volumi di vendita dei cellulari caleranno e ci saranno potenziali impatti finanziari e di altro tipo dovuti al ritardo dei BlackBerry 10, alla pressione per ridurre le tariffe mensili di accesso all'infrastruttura RIM". Più in dettaglio, nel comunicato ufficiale RIM scrive di prevedere l'ennesima perdita operativa anche nel trimestre in corso, perché i costi fissi dovranno essere ripartiti su un minor volume di spedizioni".

L'andamento delle azioni di RIM nel 2012

A questo punto si consolidano le voci su una divisione della società o di una partnership con Microsoft. Secondo l'agenzia Reuters il consiglio di amministrazione di RIM è sotto pressione perché faccia qualcosa di più che aspettare i BlackBerry 10. Una delle opzioni in discussione sarebbe la vendita della divisione di servizi software che gestiscono il back-end degli smartphone BlackBerry, con lo scopo di farli funzionare su qualsiasi smartphone. 

Secondo le fonti dell'agenzia stampa questo sarebbe stato il piano d'azione promosso da Jim Balsillie prima di dimettersi, ma ai tempi era stato bocciato. Sempre la Reuters riferisce di un avvicinamento da parte di Microsoft affinché RIM abbandonasse il suo sistema operativo proprietario in favore di Windows Phone, ma sembra che il CEO Heins abbia rifiutato per aspettare il lancio di BlackBerry 10. Una mossa che alla luce dei risultati di ieri fa capire come la crisi di mercato e l'avanzata di iPhone e Android non siano stati gli unici elementi destabilizzanti per un'azienda che non ha più la lucidità necessaria per prendere decisioni strategiche e che è in buona parte fautrice del suo fallimento.