e-Gov

Russia e Cina cyber-spiano gli USA, ecco le prove

L’Intelligence statunitense ha le prove delle azioni di cyber-spionaggio attuate da Cina e Russia nei confronti dell’industria e delle istituzioni nazionali. Ieri, durante un’audizione al Congresso, i massimi esponenti delle vari Agenzie di controspionaggio hanno svelato un rapporto, firmato dall’Office of the National Counterintelligence Executive, che confermerebbe il furto di tecnologie e dati via Internet.

Pare che la tecnica adottata sia quella di nascondere le azioni dei pirati informatici dietro l’anonimità di computer proxy e router situati in paesi del Terzo Mondo. Le tecnologie industriali sottratte vengono utilizzate poi per lo sviluppo. Le aree più bersagliate sono quelle ICT, risorse naturali, energia pulita, farmaceutica, Sanità e militari – in special modo sistemi marittimi e tecnologie aero-spaziali.

Ecco chi ci spia!

Nel tempo le accuse nei confronti dei due paesi non sono mai state sostenute da sufficienti prove, ma da quando è stata attivata una nuova task force nazionale è stato possibile ricostruire i fatti degli ultimi due anni. “Gli agenti cinesi sono i più attivi e assidui perpetratori di spionaggio economico del mondo“, si legge nel documento. “I servizi di Intelligence russi stanno portando avanti una serie di attività per raccogliere informazioni economiche e tecnologiche sugli obiettivi statunitensi”.

Pechino e Mosca sembrerebbero affidarsi volta per volta ad hacker indipendenti, in modo da non lasciare sempre le stesse tracce e comunque essere sempre all’avanguardia. Gli stessi che vengono utilizzati da corporation straniere.

Per altro nel rapporto si parla anche di spionaggio alleato: pare che alcuni accessi alle istituzioni statunitensi vengano utilizzati per acquisire informazioni economiche e tecnologiche sensibili. Insomma l’America è una sorta di colabrodo digitale.

In queste ultime ore il portavoce del Ministero degli Esteri, Hong Lei, ha sconfessato il rapporto statunitense. “Gli attacchi online sono noti per sfruttare i confini nazionali e essere anonimi. Identificare chi attacca senza una valida investigazione e fare confusione sugli aggressori è irresponsabile e non professionale”, ha dichiarato. “Spero che la comunità internazionale possa abbandonare i pregiudizi e lavorare duramente con la Cina per mantenere la sicurezza online”.