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Safer Internet Day, ecco 7 consigli per proteggere bambini e ragazzi sul Web

In occasione del Safer Internet Day la startup Ermes Cyber Security e lo psicoterapeuta Alberto Rossetti hanno stilato una lista di 7 suggerimenti sui comportamenti corretti da adottare per proteggere i più giovani dai pericoli del Web.

Oggi è il giorno del Safer Internet Day, evento istituito nell’ormai lontano 2004 dall’Unione europea al fine di stimolare istituzioni, aziende e cittadini ad avere una maggior attenzione alla sicurezza sul Web, soprattutto per quanto riguarda i minori. Un’occasione perfetta dunque per affrontare gli aspetti che più mettono a rischio gli utenti, soprattutto giovani e giovanissimi ma non solo, durante la navigazione Web.

Ne abbiamo quindi voluto approfittare per fare anche noi la nostra parte in quanto sito di informazione tecnologica, fornendo 7 suggerimenti sui comportamenti corretti da adottare per proteggere figli e nipoti dai pericoli del Web.

1. Tenersi sempre aggiornati

Il primo consiglio è anche il più ovvio: tenetevi sempre informati. I bambini e gli adolescenti nascono e crescono con smartphone e tablet tra le mani, ma la capacità di interagire con le interfacce per eseguire task e conseguire i propri obiettivi non garantisce il possesso delle corrette nozioni sulla sicurezza. È importante dunque che genitori, parenti ed educatori in generale non restino indietro sulle evoluzioni tecnologiche e i pericoli che ad esse si accompagnano.

Non vi stiamo dicendo che dovete diventare esperti in cybersicurezza o laurearvi in informatica. È sufficiente tenersi sempre aggiornati, ad esempio leggendo un sito come il nostro. Sembra scontato, ma in realtà moltissimi genitori, anche sotto i 50 anni, ne sanno meno di tecnologia dei propri figli. Un errore grave.

Photo credit - depositphotos.com

2. Non esporre i minori con le foto sui social, che sono accessibili a tutti

Questa è un’altra abitudine errata quanto diffusa tra la maggior parte dei genitori. Che sia per voglia di condividere foto e momenti con amici e parenti lontani o per semplice esibizionismo, sono tantissimi i genitori, anche con un’istruzione elevata, a pubblicare foto di minori sui social. Il problema è che molti non si rendono conto che l’esposizione di un minore non può essere regolata attraverso gli stessi comportamenti tenuti per sé stessi o in generale per persone maggiorenni, come solitamente non manca di ricordarci il Garante per la privacy.

A prescindere dal fatto che forse non è proprio indispensabile avere sul Web – e in particolare sui social -album con foto dei propri figli o nipoti, se proprio lo si vuol fare bisognerebbe almeno avere cura di rendere le cartelle private e visibili solo a una ristrettissima cerchia di parenti.

3. Proteggi i loro dispositivi con password complesse

Un’indicazione valida ovviamente non soltanto per i minori ma per tutti, eppure una delle più disattese. La cronaca ci parla quotidianamente dell’abitudine diffusissima di adottare sequenze alfanumeriche semplici se non addirittura banali come password di accesso, per semplice pigrizia. È ovvio che col proliferare dei siti a cui ci si iscrive è sempre più difficile tenere a mente le password (per sicurezza infatti non andrebbero memorizzate nel browser ma inserite ogni volta), ma per questo esistono i password manager come ad esempio LastPass, che si occupano di custodire e inserire automaticamente le nostre credenziali, consentendoci così con facilità di utilizzare password complesse e diverse per ogni account e servizio. Il loro utilizzo è semplice e molti sono gratuiti, ma voi e i vostri figli sarete molto più al sicuro.

4. Alla larga dal phishing

Avete presente quelle email che tutti noi riceviamo quasi quotidianamente, spesso scritte in un italiano approssimativo, che ci chiedono di reinserire le credenziali spacciandosi per comunicazioni di servizio importanti come Poste, banche varie, PayPal? Ecco, quello è il phishing. Ovviamente quando il testo è generato con un traduttore approssimativo è facile insospettirsi, ma sempre più spesso molti testi sono fatti davvero bene e a volte persino gli indirizzi sembrano autentici. Come difenderci dunque?

Anzitutto insegnando ai minori a non cliccare mai link a cuor leggero, ma a verificare sempre le fonti, magari proprio col nostro aiuto. E noi invece come facciamo a capire se fidarci o meno? Basta controllare l’URL a cui punta il link, non cliccandoci ovviamente, ma passando semplicemente il mouse sul link stesso o copiandolo su un file .txt. Per quanto siano bravi, i truffatori non possono ovviamente utilizzare l’URL ufficiale, per cui ci sarà sempre una qualche parola aggiuntiva sospetta. Andate sul sito ufficiale della banca o dell’istituzione che vi ha contattati ed effettuate una semplice comparazione.

Inoltre nessun servizio ufficiale che si rispetti vi chiederà mai di inviare mail e password o anche solo di inserirle dopo aver cliccato su un link, ma vi inviterà semmai a recarvi sul vostro account, attraverso il sito ufficiale.

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5. Limitare le funzioni con un parental control

Il parental control è nostro amico, usiamolo. Si tratta di una serie di filtri per impedire che i minori siano raggiunti da contenuti osceni, violenti o comunque non appropriati alla loro età, inibendo del tutto o in parte l’accesso a determinati siti e app, sia tramite configurazione manuale -decidendo cioè di caso in caso cosa si può utilizzare e cosa no – sia tramite l’utilizzo di black list pre-impostate.

I più completi consentono una gestione assai fine, ad esempio consentendo anche di fissare limiti orari nell’uso di determinate app. Reperirli è facile: in molti casi ormai le suite di sicurezza, come ad esempio quella di Kasperski, integrano oltre a firewall e antivirus anche un’app per il controllo parentale, ma in generale spesso tali funzioni sono integrate anche nei sistemi operativi e possono essere impostate anche su alcuni siti.

Il motore di ricerca di Google, ad esempio, consente di decidere se applicare o meno dei filtri ai risultati delle ricerche da mostrare. Il consiglio però è soprattutto quello di non lasciare mai soli con lo smartphone, il tablet o il PC figli e nipoti minori, ma di stargli vicini per monitorare, anche se a distanza, la situazione, restando sempre pronti a fornire un consiglio o a intervenire in caso di problemi.

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6. Insegnare il valore della privacy

Questo è un aspetto fondamentale che con la sempre crescente pervasività dei social si sta perdendo: il valore della privacy. Per insegnarlo a figli e nipoti però prima dovrete impararlo voi. La percezione di ciò che è lecito e ciò che non lo è, all’interno dei limiti di legge ovviamente, è una cosa soggettiva, ma è bene mettere dei limiti alla “trasparenza” della propria vita sui social, se non per senso del pudore e della riservatezza quantomeno per la sicurezza.

Informare costantemente dei vostri spostamenti o di quelli dei vostri figli espone, ad esempio, entrambi a potenziali malintenzionati.  Esistono poi tempi e modi per condividere foto ed esperienze. Anche nella vita reale è importante saper riconoscere i contesti e adottare in ciascuno il comportamento più appropriato. Sul Web, soprattutto per un minore, è fondamentale.

7. Sviluppare un dialogo continuo

Questo è l’ultimo consiglio, ma forse il più importante di tutti: mantenete un dialogo costante coi vostri figli. Non vale solo per l’uso della tecnologia e per la navigazione sul Web ovviamente, ma in questo contesto è sicuramente cruciale. Per farlo dovete ottenere la loro fiducia e per questo serve essere autorevoli ma anche aperti all’ascolto. Non sminuite i loro problemi e non chiedete loro cose che voi stessi non fate.

Per questo ribadiamo quì quanto detto sopra: se volete educare i vostri figli – all’uso in sicurezza del Web ma ovviamente in generale – educate prima voi stessi. Non sarete credibili se i primi a spammare ogni vostro spostamento e momento della giornata, da Instagram a Facebook, siete voi. Infine non mettetevi sul piedistallo: il dialogo è scambio. Voi potreste insegnargli i valori guida ma siate disponibili a ricevere da loro informazioni pratiche sull’utilizzo dei dispositivi, che a volte conoscono meglio di noi.

Ringraziamo per l’ispirazione la fonte Ermes Cyber Security che in collaborazione con lo psicoterapeuta Alberto Rossetti hanno stilato un vademecum in sette punti sui comportamenti più corretti per proteggere i più giovani dai pericoli del Web.