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Samsung e Sony con Blackberry 10 per salvare RIM

RIM potrebbe concedere in licenza Blackberry 10, la prossima e attesa versione del sistema operativo abbinato agli omonimi smartphone. Lo ha affermato l'amministratore delegato Thorsten Heins, che si trova nei difficili panni di un capitano al comando di una nave che quasi tutti danno come prossima al naufragio.

L'AD ha fatto il nome di Samsung o Sony come possibili partner, e ha spiegato che le ragioni di tale scelta sono squisitamente finanziarie. "Non abbiamo l'economia di scala per competere con aziende che mettono in vendita 60 telefoni l'anno. Dobbiamo differenziarci e concentrarci sulla piattaforma. Per diffondere BB10 potremmo aver bisogno di qualcuno che possa farlo con costi minori dei nostri".

Thorsten Heins

Si tratterebbe di un cambiamento radicale, perché l'azienda canadese finora ha sempre progettato e prodotto in proprio i Blackberry. Una politica che ha funzionato a lungo: dalla fine degli anni '90 fino a un paio di anni fa infatti RIM è stata sinonimo di smartphone professionale, e il Blackberry la scelta prediletta da migliaia di aziende e professionisti in tutto il mondo.

A un certo punto però la ruota della fortuna ha smesso di girare in favore di RIM, che non si è adattata abbastanza in fretta al terremoto rappresentato dall'iPhone prima e da Android poi. E così ecco che oggi troviamo un'azienda sul lastrico, con un valore azionario in caduta libera, e che quasi certamente non avrebbe la forza di produrre una nuova linea di smartphone.

Guardando al quadro generale sembrerebbe che RIM non abbia scelta: se non dovesse trovare un partner disposto a produrre i nuovi Blackberry, c'è il rischio che non vedano mai la luce se non in un numero limitato.

Più che l'hardware, il punto di forza sarà il sistema operativo BlackBerry 10, in gran parte sviluppato all'interno di The Astonishing Tribe (TAT), azienda di sviluppo software comprata da RIM nel 2010. Uno dei fondatori ha appena lasciato il gruppo, ufficialmente per il desiderio di avviare una nuova società. Tutto nella norma, così come la perdita di un dirigente da parte di RIM. E se le ragioni ufficiali sono altre, è difficile non pensare a scialuppe che fuggono dalla nave che affonda.

Heins naturalmente in pubblico afferma che le cose vanno a gonfie vele, ma le sorti di RIM sono appese a un filo, così come quelle dei lavoratori ancora alle dipendenze dell'azienda. Per non parlare dei milioni di clienti, verso i quali anche Microsoft sembra avere un certo interesse.