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Scandalo redditi online, gli aspetti giuridici

Pagina 1: Scandalo redditi online, gli aspetti giuridici

Dichiarazioni dei redditi sul sito dell’Agenzia delle entrate e privacy: aspetti giuridici

La pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani sul sito web dell’Agenzia delle entrate ha suscitato molte polemiche e dubbi. Vediamo i dettagli e gli aspetti giuridici.

1. I fatti

Il Direttore dell’Agenzia delle entrate, con provvedimento del 5 marzo 2008 (prot. n. 197587/2007), ha disposto la pubblicazione sul sito Internet http://www.agenziaentrate.gov.it degli elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni dei redditi relative all’anno d’imposta 2005.

Il 30 aprile 2008 tali elenchi sono stati effettivamente pubblicati sul sito ma sono rimasti on line poche ore, poiché il Garante della privacy è prontamente intervenuto e ha invitato – ma non costretto – l’Agenzia delle entrate a sospendere tale pubblicazione.

L’Agenzia delle entrate ha comunque accolto l’invito e ha eliminato i dati delle dichiarazioni dal proprio sito web, ma bisogna sottolineare che – dal punto di vista giuridico – il Garante non ha in realtà disposto il blocco del trattamento, ma ha solo chiesto ulteriori chiarimenti (che dovrebbero giungere entro lunedì) e ha praticamente "suggerito" l’eliminazione dei dati dal sito.

Nelle poche ore in cui i dati sono stati on line diversi utenti li hanno visionati e scaricati sul proprio computer; alcuni di essi li hanno condivisi sulle reti di peer to peer e così anche attualmente è possibile scaricarli dalla rete eDonkey (con programmi ben noti come eMule): di qui ulteriore benzina sul fuoco!

Secondo il Garante, la diffusione in Internet, anche per poche ore, ha reso ingovernabile la circolazione e l’uso di questi dati così come la loro stessa protezione.

L’avvenuta pubblicazione ha suscitato, allo stesso tempo, forti consensi ma altrettanto forti critiche, le ultime motivate, in particolare, dalla potenziale lesione del diritto alla privacy e dall’esigenza di tutelare la sicurezza delle persone. La pubblicazione dei dati del reddito, infatti, potrebbe favorire reati gravi come estorsioni e rapine.

In molti hanno espresso il loro parere: Stefano Rodotà (ex presidente del Garante per la protezione dei dati personali) si è detto favorevole alla pubblicazione così come Marco Travaglio, diversi esponenti politici si sono detti contrari, così come Beppe Grillo: è interessante notare come il parere del comico genovese sia stato uno dei più citati, ancor più di quello di Rodotà?