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Spazio e Scienze

Sei pezzi facili e meno facili, parola a Mr. Feynman

"La natura non si preoccupa di come chiamiamo le cose, le fa e basta"

Per la prima puntata di questa rubrica, ormai più di un anno fa, proposi "Sette brevi lezioni di Fisica", perché a mio avviso era il titolo più approcciabile, più di richiamo e più idoneo per far capire a che cosa mirava questo appuntamento settimanale: alla divulgazione scientifica.

Sei pezzi facili

È il libro per non addetti ai lavori che in Italia ha riscosso un successo enorme, un autentico fenomeno letterario tanto inaspettato quanto benvenuto. Ma non è l'unico. Anzi, per dirla tutta nel resto del mondo (e negli Stati Uniti in particolare) ce n'è uno che è l'emblema della divulgazione scientifica, che nonostante la natura di "saggio base" mette d'accordo neofiti e super esperti, e che spesso è citato come punto di riferimento: Sei pezzi facili; seguito da Sei pezzi meno facili. Un binomio che qualsiasi appassionato di Scienza ama e legge con interesse e umiltà, a prescindere dalla sua preparazione accademica.  

I motivi per i quali vale la pena leggere questa coppia di libri sono talmente tanti che un articolo solo non basta per elencarli. Prima di tutto sono stati scritti dal grande Richard Feynman, l'autore de "Il senso delle cose", Premio Nobel per l'Elettrodinamica quantistica, ritenuto da molti padre delle nanotecnologie, e riconosciuto da tutti come grande divulgatore, capace di accattivarsi l'attenzione di chiunque abbia l'onore di ascoltarlo.

L'idea originale (poi copiata innumerevoli volte in tutto il mondo) è stata quella di raccogliere in un libro di poche pagine, scritto in maniera estremamente accessibile, le lezioni indirizzate agli studenti dei primi due anni del corso di fisica della Caltech University, e originariamente contenute nelle ben più complesse "Lectures on Physics". Chi non l'ha ancora letto, fin dalle prime pagine si renderà conto che non c'è nessuna noiosa lezione di fisica, quanto piuttosto – come nel suo stile – una raccolta di stimoli che incuriosiscono e fanno rimpiangere di non essere stati suoi studenti.

Sei pezzi meno facili

Si parte con il significato della ricerca – che non è scontato visto che ancora oggi c'è sempre chi si chiede perché finanziare questa attività "inutile" – e si passa ben presto alla materia, intesa come atomi, al mondo quantistico e ai suoi paradossi che sono sempre un ottimo espediente per incuriosire e appassionare.

Si arriva poi a energia, gravitazione e realtà quantistica, esposte come una semplice e naturale evoluzione di quello che si è detto prima e della natura. Quello che rimane è la sensazione di naturalezza con cui avvengono fenomeni che possono sembrare complicatissimi ma che la natura svolge con una semplicità e una soavità disarmante.

Un libro che (come tutti quelli di Feynam) allarga gli orizzonti, mette il lettore nella posizione di guardare il mondo attorno a sé con occhi diversi, e a voler sapere di più. Ecco perché chi legge i Sei pezzi facili inevitabilmente passa poi ai sei meno facili, alla ricerca di una evoluzione naturale che puntualmente trova e apprezza.

Per vedere tutti gli altri libri recensiti in questa rubtica cliccate qui.

Ho rimandato a lungo un articolo dedicato a questi libri perché non sono freschi di stampa, e spesso questo porta a commenti sul fatto che "ormai è roba vecchia". Dal mio punto di vista Feynman non invecchierà mai: i mattoni su cui si basa la Fisica moderna sono invariati, così come grazie ai "sei pezzi" resterà invariata la capacità comunicativa di questo grande ricercatore, lo stile spiritoso e divertente seppure rigoroso, e l'attitudine a trasmettere passione per una materia spinosa ma molto affascinante.

"Cosa si intende quando si dice che «capiamo» una cosa? Possiamo immaginare che questo complicato apparato di cose in movimento che chiamiamo 'mondo' sia simile a una partita di scacchi giocata dagli dèi, di cui noi siamo spettatori. Non conosciamo le regole del gioco; tutto ciò che ci è permesso è guardare la partita. Naturalmente, se guardiamo abbastanza a lungo, alla fine afferreremo alcune regole di base. Le regole del gioco sono ciò che chiamiamo fisica fondamentale."