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SIAE sotto indagine Antitrust, ostacola la concorrenza

SIAE è finita sotto indagine da parte dell'Antitrust a causa di una serie di comportamenti che ostacolerebbero le attività dei concorrenti nel settore della gestione e intermediazione dei diritti d'autore.Fra le prime vittime i nuovi operatori Soundreef e Innovaetica. "Quello dell'Antitrust è un atto importante che mira a ripristinare la legalità in questo settore nel nostro Paese", ha sottolineato Davide D'Atri, AD di Soundreef. "L'autorithy riconosce una liberalizzazione che è nei fatti del mercato e che la politica continua a negare con provvedimenti confusi.

"La Siae agisce sempre più in maniera nervosa e scorretta nei confronti di Soundreef, degli utilizzatori e degli ottomila autori che l'hanno lasciata negli ultimi 18 mesi".

L'AGCM nella sua istruttoria ha deciso di accertare anche se l'associazione degli organizzatori di concerti di musica dal vivo, Assomusica, abbia posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza "tramite l'adozione di linee guida che indicano alle imprese associate di non stipulare accordi di licenza, né corrispondere compensi a società di gestione concorrenti di SIAE".

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Quote di diritti

Insomma, si presume che SIAE stia ostacolando nuovi operatori "riducendo così anche la libertà degli stessi autori ed editori di scegliere a quale collecting associarsi o richiedere servizi, anche solo di carattere 'accessorio' a quelli di intermediazione del copyright".

Ieri i funzionari dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno eseguito un'ispezione nella sede di SIAE e nella sua filiale territoriale di Roma, nonché presso la sede di Assomusica di Roma e la sua sede operativa di Genova, con l'ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

"Siamo tranquilli", ha commentato il direttore generale della Siae Gaetano Blandini. "SIAE è trasparente e tranquilla, come sempre collaborativa con le istituzioni. Finalmente si farà chiarezza".

"Ci spiace constatare che la nuova legge italiana di recepimento della direttiva Barnier è assolutamente insufficiente e lacunosa e crediamo che ci sarà anche l'intervento dell'Unione Europea dopo quello dell'Antitrust. In questa fase di transizione chiediamo a tutti gli utilizzatori di usare il buon senso e rispettare i diritti degli autori che sono usciti da Siae", ha concluso l'AD di Soundreef.

Nello specifico SIAE è accusata di:

  • esercitare nei confronti degli autori pressioni di vario genere per dissuaderli dal conferire mandato – anche solo per taluni diritti o servizi – ad altre società
  • minacciare e diffidare gli utilizzatori dal pagare a società diverse la quota parte di royalties ad esse spettanti, cosiÌ€ da raccogliere anche i compensi spettanti ad artisti che non sono ad essa iscritti
  • Applicare  condizioni – economiche e non – diverse e piuÌ€ convenienti, determinando cosiÌ€ ingiustificati vantaggi in favore di talune categorie di imprese (ad es., quelle associate ad Assomusica), al fine di mantenerne in esclusiva i rispettivi compensi
  • Pretesa di rappresentanza reciproca da tutte le società concorrenti, impendendone cosiÌ€ l'attivitàÌ€ di licenza diretta sul territorio italiano per il repertorio dei rispettivi artisti